Pillon condannato per diffamazione, dovrà risarcire Arcigay
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Il senatore leghista Giuseppe Pillon è stato condannato per diffamazione nei confronti di Omphalos, associazione aderente ad Arcigay

 

È stata emessa nel pomeriggio dell’11 aprile 2019 la sentenza a carico di Giuseppe Pillon, accusato di discriminazione nei confronti di Omphalos, associazione affiliata ad Arcigay. Il senatore leghista, primo firmatario del disegno di legge sulla riforma dell’affido condiviso, aveva, di fatto, accusato Omphalos e il suo responsabile del gruppo giovani, Michele Mommi, di mascherare dietro l’opera di sensibilizzazione la voglia di adescare ragazzini nelle scuole.

La sentenza

Pillon, presente nell’aula del Tribunale di Perugia durante l’emissione della sentenza, è stato condannato dal giudice Michele Cavedoni, che ha dato ragione alla pubblica accusa e alle parti civili. La pena comminata al senatore per diffamazione prevede il pagamento di 1500 euro di multa e la sospensione della pena a seguito di un pagamento da corrispondere alle parti civili. Si tratta, nel dettaglio, di 20.000 euro da versare alla Omphalos, rappresentata dall’avvocato Saschia Soli, e 10.000 euro da corrispondere all’attivista Mauro Monni. In sede civile si parlerà invece del risarcimento del danno: le parti civili avevano chiesto 200.000 euro.

Omphalos soddisfatta, Pillon rifarebbe tutto

Parole di soddisfazione per la sentenza arrivano da Stefano Bucaioni, presidente di Omphalos, che ha dichiarato: “Siamo soddisfatti per la sentenza del giudice che ha condannato per diffamazione l’avvocato Simone Pillon nel processo che lo vedeva imputato a seguito delle dichiarazioni contro le attività di Omphalos nelle scuole. Giustizia è fatta nei confronti di un personaggio che ha fatto dell’odio nei confronti delle persone omosessuali e transessuali la sua ragione di battaglia politica. Annunciamo sin da ora che utilizzeremo ogni centesimo del risarcimento per incrementare le iniziative contro il bullismo omofobico nelle scuole. Piaga sociale che necessita di sempre maggiore attenzione”. Di diverso avviso, naturalmente, il senatore Pillon, che si dichiara fermamente convinto delle proprie posizioni e afferma che ripeterebbe tutte le azioni che lo hanno portato alla condanna del Tribunale: “Difendere le famiglie dall’indottrinamento costa caro. È il primo grado, non è la sentenza definitiva. Ci sarà lo spazio per l’appello e la Cassazione. Certo è che se difendere le famiglie che non vogliono che i loro figli siano indottrinati con il gender porta a queste conseguenze penso ci sia un problema serio di libertà d’opinione nel nostro Paese. Rifarei tutto, assolutamente sì” ha dichiarato il senatore della Lega. Pillon continua, dunque, a sostenere che l’opera di sensibilizzazione portata avanti da Omphalos altro non sia che un tentativo di indottrinamento che ha come unico scopo quello di adescare ragazzini, costituendo un pericolo per la loro educazione e per l’immagine della famiglia tradizionale. Una storia, dunque, che nonostante la decisione del Tribunale sembra non dover finire qui, con Omphalos che continuerà a portare avanti le sue campagne e il senatore Pillon che, presumibilmente, continuerà a contrastarle. Non si può escludere, a questo punto, che le aule giudiziarie saranno, a breve tempo, chiamate nuovamente ad aprirsi per sentenziare su questa vicenda.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.