Plogging (Fonte Flickr)
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Il plogging è una disciplina nordica che collega la corsa alla raccolta differenziata. Vediamo insieme di cosa si tratta      

La Natura che ci circonda è in grave pericolo a causa dell’inquinamento ambientale. L’acqua, l’aria e il suolo sono sempre depauperati a causa dell’incuria e della arroganza dell’uomo. Non tutti, per fortuna, rimangono con le mani in mano. Alcuni agiscono e dalla Svezia arriva un esempio virtuoso che sta incoraggiando tante persone in giro per il mondo. Stiamo parlando del plogging.

Salvare l’ambiente correndo si può con il plogging

La denominazione di questa nuova attività sportiva, plogging, deriva dalla fusione del verbo svedese plocka upp (raccogliere) con la parola inglese jogging. Si deve raccogliere la spazzatura durante una corsa, una camminata o un’escursione. In questo modo, durante il jogging, si fanno accovacciamenti, flessioni e allungamenti degli arti.

Questo nuovo sport, che unisce l’utile al dilettevole, è nato nel 2016 quando Erik Ahlström ha creato il sito web Plogga per organizzare le diverse attività e incoraggiare i volontari in tutto il globo.

In giro per il mondo

Sempre più persone hanno iniziato a praticare il plogging sia in solitaria sia in gruppo. Tra questi abbiamo il Primo Ministro dell’India, Narendra Modi, che ha molto pubblicizzato Swachh Bharat, iniziativa pubblica per salvaguardare l’ecosistema indiano.

Altro volto, l’umorista statunitense David Sedaris Raymond, il quale ha organizzato, in Inghilterra, gruppi enormi di persone per raccogliere e differenziare l’immondizia lasciata per strada. In alcuni casi, si sarebbero riunite (grazie a Sedaris) ben 60.000 persone nel West Sussex.

È stata talmente efficace una simile azione che l’amministrazione locale ha deciso di intitolare a David uno delle macchine utilizzate per il trasporto dei rifiuti.

L’apporto dell’uomo per salvare l’ambiente

Le nuove tecnologie devono essere utilizzate per risolvere il problema della raccolta e del riciclo dei rifiuti ma accanto a loro è necessario che l’uomo faccia il suo dovere per rendere la Terra un posto migliore per le future generazioni.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.