Pocophone F1 Evidenza Screenshot
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Sono passati quasi tre mesi dall’annuncio del Pocophone F1, il top di gamma al prezzo di un medio gamma. Nonostante le premesse fossero ottime, questo smartphone non è stato accolto così caldamente a causa di alcuni piccoli difetti. A distanza di tempo gli aggiornamenti costanti hanno permesso al Pocophone di maturare.

Sarà ancora un terminale interessante da acquistare e per cui valga la pena spendere, anche se poco? Scopriamolo insieme analizzandone i pregi e difetti, partendo da una caratteristica davvero singolare.

Modificabilità

XDA Developers Forum

La parola d’ordine su questo smartphone è modding. Per gli utenti più esperti, una veloce visita sul forum di XDA farà sicuramente brillare gli occhi. È pieno di custom rom, kernel, piccole mod di ogni tipo che renderanno l’esperienza con questo smartphone completamente personalizzabile.

Noi dello staff abbiamo sbloccato il bootloader per installare qualche rom con Android Pie 9.0 sullo smartphone. Perché lo abbiamo fatto? Semplicemente perché il Pocophone F1 non invalida la garanzia con lo sblocco del bootloader! La casa produttrice stessa dà massima libertà agli utenti e gli appassionati.

Questo è un punto a favore non da poco, poiché sarà possibile montare le proprie custom rom preferite sullo smartphone e sfruttarle al massimo. Inoltre moddare il telefono permetterà di risolvere alcuni problemi che molti utenti hanno lamentato, primo fra tutti…

Il Notch

Mentre la concorrenza punta a notch sempre più piccoli e discreti (ma esistono sempre strane eccezioni), Pocophone F1 non nasconde la sua tacca in alto, ben estesa in lunghezza. Se da un lato il notch è diventato un elemento distintivo degli smartphone “post iPhone X”, è anche vero che basta fare un giro in rete per scoprire quanto questo elemento sia di disturbo per gli utenti.

Notch smartphone Android Apple Tecnologia

Vi sono, però, alcuni casi in cui il notch proprio non viene sopportato. Il Pocophone F1 è uno di questi per una semplice ragione: il software non è amico di questa tacca. Sicuramente vi starete chiedendo per quale motivo questo elemento dovrebbe essere più fastidioso su questo telefono piuttosto che sui competitor.

La peculiarità principale di Android che ha inizialmente fatto degli smartphone del robottino verde un’alternativa a gli iPhone era la gestione delle notifiche. Mentre iOS ha un centro notifiche dedicato che bisogna richiamare necessariamente con un swype per vedere le notifiche, lo stesso non si può dire degli smartphone android.

Sulla barra di stato in alto, infatti, vi accorgerete se ci state leggendo da un telefono con Android che vi sono tante icone che rappresentano le vostre notifiche. Ogni messaggio su whatsapp, evento sul calendario, aggiornamento, è sempre sotto i vostri occhi. Con Pocophone F1 ciò non accade.

Il notch limita lo spazio della barra di stato e non vi permette di vedere le icone delle notifiche. Ma con alcune custom rom, come la lineageOS, tale feature può essere nuovamente implementata.

Materiali e Touch and Feel

Un peso di 180 grammi e una back cover in policarbonato. Bastano questi due elementi a far capire quanto questo smartphone risulti poco premium in mano. Pur restituendo una sensazione di solidità, la prima cosa che si pensa impugnando questo telefono è che vale quanto costa, ossia poco.

Android materiali Scocca Back cover

In realtà non è così, e il touch and feel dello smartphone non fa giustizia al prodotto nel complesso, ma è stata un’idea geniale risparmiare su questo settore per garantire un telefono economico e che avesse il top dell’hardware disponibile sul mercato.

L’idea di Pocophone è semplice: il 90% delle persone utilizza lo smartphone con una cover, pertanto non farà caso ai materiali impiegati. Dato che nella confezione è anche inclusa una piccola custodia morbida in TPU, non possiamo lamentarci della loro scelta.

Se dovessimo fare un piccolo appunto, però, sarebbe relativo proprio alla back cover. Con una scocca in policarbonato sarebbe facile rendere la batteria removibile, ma non è stata valutata questa opzione. Un vero peccato.

Prestazioni e batteria

Strano ma vero, la parte centrale dello smartphone, il suo cuore pulsante e la ragione del suo essere, la velocità, sono l’ultimo argomento che consideriamo. Il perché è presto detto: Xiaomi è sempre stata maestra nelle ottimizzazioni e ha sempre permesso ai suoi telefoni di essere fluidi e reattivi.

Fluidità Batteria Screenshot Pocophone

Questo Pocophone F1 non fa eccezione e nessuno si aspettava il contrario. La sua fluidità è paragonabile a quella di un Oneplus 6 e confidiamo che con la maturità, gli aggiornamenti costanti e custom rom sempre nuove non potrà che migliorare.

Con un sistema di raffreddamento a liquido e un batteria da 4000 mAh, inoltre, non ci si può aspettare che una durata al top. Il telefono è sempre piacevolmente fresco, non scalda mai e permetterà facilmente di fare due giorni di utilizzo completi. Su 48 ore di accensione, 6 ore e mezza di schermo non saranno un problema.

Nient’altro?

Volutamente non sono stati inseriti altri elementi di cui discutere. Il display è un buon IPS, non AMOLED. Le fotocamere posteriori sono due, ma non scattano come i top cameraphone. Lo sblocco col volto IR è accoppiato al sensore di impronte digitali. Ma non sono questi gli elementi fondamentali di Pocophone F1.

La filosofia alla sua base è semplice: un telefono essenziale ad un prezzo essenziale, per permettere a tutti di avere il top, o quasi, spendendo poco. Le rinunce ci sono, ma per chi acquista questo prodotto sono cose di poco conto, perché l’esperienza a cui si mira è, appunto, essenziale.