Tre strutture aperte da ieri negli scavi di Pompei (fonte Il Gazzettino Vesuviano)
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A Pompei, grazie ai lavori di restauro finanziati mediante le risorse del Grande Progetto, alcuni edifici pubblici e privati sono da ieri pomeriggio visitabili

Oltre alla Casa di Leda, nella Regio V, ed alle Terme Centrali, strutture mai rese accessibili sinora, si segnala la riapertura al pubblico anche della Casa degli Amorini Dorati.

Pompei: la Casa di Leda ed i lavori nella Regio V

Attraverso i finanziamenti derivanti dal Grande Progetto, il sito archeologico di Pompei, uno dei più visitati al mondo dai turisti, vede schiudersi finalmente alcuni suoi tesori. La cosiddetta Casa di Leda, già in parte conosciuta grazie alle immagini dei suoi affreschi divulgate a mezzo social, è una delle meraviglie che si potranno da oggi apprezzare all’interno dell’antica città.

La domus si colloca lungo la Via del Vesuvio, all’interno della Regio V, interessata, negli ultimi mesi, dai lavori di messa in sicurezza di alcuni fronti di scavo. Il suo nome deriva, appunto, dalla scoperta di un quadretto raffigurante l’incontro amoroso tra Giove, sotto forma di cigno, e Leda, moglie del re di Sparta, Tindaro. Dalla loro unione, secondo il mito, nacquero i gemelli Castore e Polluce, meglio noti con il nome di Dioscuri.

Dopo i restauri aprono, per la prima volta, le Terme Centrali di Pompei (fonte La Macchina del Tempo – WordPress.com)

La collocazione del dipinto all’interno di un cubiculum della casa (una camera da letto) non appare di certo casuale. A fare da pendant, intorno al quadretto, altre decorazioni ad affresco di IV stile, moda decorativa caratterizzante l’ultimo periodo di vita della città vesuviana. Simili ornamenti si sviluppavano anche all’altezza del soffitto della stanza e sono stati ricostruiti, come in un delicato puzzle, dal solerte lavoro dei restauratori.

Altri interessanti reperti sui quali è stato necessario intervenire sono l’affresco di Priapo, posto all’ingresso della domus; un’immagine dipinta di Narciso, intento a rimirare il suo volto riflesso in acqua, ed una serie di oggetti di uso quotidiano, come fiaschette di vetro, anfore ed un imbuto bronzeo.

Il restauro delle Terme Centrali

Le Terme Centrali, già note attraverso gli scavi dei secoli scorsi, sono visitabili per la prima volta nella storia solo da ieri. La struttura pubblica è stata interessata da una meticolosa attività di restauro e consolidamento. In primo luogo, i tecnici hanno provveduto a ripristinare elementi di natura prettamente statica, come soglie, architravi e davanzali. Successivamente, si è proceduto col risarcimento di lacune murarie e con interventi sugli strati d’intonaco. Anche l’impluvium è stato attentamente ripulito, così come tutte le vasche formanti il sistema termale, insieme ai tubuli necessari al riscaldamento delle sale.

Dal restauro è stato possibile desumere, inoltre, il mancato completamento del complesso, che cominciò ad essere costruito subito dopo il terremoto del 62 d.C. occupando un intero isolato. Ad arricchire l’interesse delle Terme Centrali, contribuisce senza dubbio il calco di un bambino, travolto dal flusso piroclastico nell’ambito della fase finale dell’eruzione del 79 d.C. Le ossa dell’infante sono state analizzate dal Laboratorio di Ricerche Applicate del Parco Archeologico di Pompei.

Gli interventi nella Casa degli Amorini Dorati

Infine, anche la Casa degli Amorini Dorati è un’altra delle novità che Pompei offrirà alla vista dei turisti. Nella domus, che prende questo nome dai puttini incisi su due medaglioni dorati trovati in un cubiculum, i lavori sono consistiti nell’integrazione di lacune pavimentali e parietali nonché nella pulitura generale delle murature e nell’applicazione di dissuasori anti-volatili.

Le attività di scavo e di restauro che hanno consentito l’apertura di tali strutture sono state descritte in un volume dal titolo “Pompei. Il tempo ritrovato. Le nuove scoperte”, a cura del Direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna.

 

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.