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Il Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi non prenderà parte all’evento per inaugurare il nuovo ponte

Era il 14 agosto del 2018 quando il viadotto Polcevera (meglio conosciuto come Ponte Morandi), a Genova, crollò su stesso portando alla morte 43 persone, di varie nazionalità, e la perdita della propria abitazione per 566 sfollati

Erano le 11:36 e da quel momento la vita di tante persone è cambiata, radicalmente, per sempre. 

I parenti delle vittime si sono costituite in Comitato per preservare la loro memoria e fare giustizia per quanto accaduto. 

Ponte per Genova 

Sulle macerie della precedente costruzione è stato deciso di realizzare una nuova struttura: il Ponte per Genova, opera avveniristica concepita dallo Studio dell’archistar genovese Renzo Piano. 

A breve i lavori saranno conclusi e le competenti autorità hanno deciso di inaugurare, con un evento ad hoc, questa nuova opera del genio italico. 

Il Comitato Parenti Vittime Ponte Morandi non prenderà parte all’inaugurazione. Una decisione presa ieri, dopo aver svolto una riunione per discutere della situazione. 

Ponte Morandi: una ferita ancora aperta

Quali sono i motivi che hanno spinto i membri di questa organizzazione no-profit a decidere di non prendere parte all’inaugurazione della nuova struttura? 

Così si sono espressi su ANSA: Saremo onorati che nella cerimonia siano nominate le nostre vittime, che meritano un posto in prima fila, ma come Comitato non parteciperemo alla cerimonia di inaugurazione. Quel momento, in quel luogo, non può essere parte di noi”. 

“Dopo le nostre pressanti richieste e l’importante intervento del presidente Mattarella – continua – l’inaugurazione ha acquisito connotazioni di sobrietà, soprattutto in rispetto di coloro che da quel ponte non sono più tornati”.

“E’ stato complesso riuscire a gestire i sentimenti contrastanti che affollavano la nostra mente, infatti le emozioni che la crescita di questa nuova struttura hanno suscitato in noi sono sempre state molto forti, come potrete immaginare”. 

Come celebrare?

Queste parole, a nostro avviso, sono molto importanti perché toccano una tematica molto importante. Le vittime saranno ricordate e questa è una cosa giusta e doverosa. Ma celebrare in pompa magna, con il rischio di risultare eccessivi, una inaugurazione dovuta ad una tragedia potrebbe essere (forse) fuori luogo. 

L’intervento del Presidente della Repubblica è stato provvidenziale ed ha evitato, al Governo e alle autorità locali, il pericolo di cadere nel cattivo gusto. 

La mancanza dei familiari delle vittime, seppur comprensibile, è una sconfitta per tutti noi. 

Lucia De Martino