Con Poseidon per scoprire il sottosuolo anche a notevole profondità (fonte HydroHunter)
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Poseidon è un efficace sistema rabdomante capace di scandagliare sino ad una profondità di 800 m il terreno attraverso l’uso combinato di droni e sensori

La creazione di Poseidon si deve ad un perito elettrotecnico toscano nonché grande appassionato di archeologia, Sergio Marchettini, coadiuvato da suo figlio, esperto di informatica.

Poseidon e la rabdomanzia

L’invenzione di Poseidon si ricollega strettamente alla rabdomanzia: una pratica, sperimentata già in Cina ed in Egitto intorno al III millennio a.C., con la quale si cercavano acque e metalli nel sottosuolo mediante uno strumento ligneo a forma di Y. Quest’ultimo, per quanto mai del tutto riconosciuto dagli scienziati nelle sue potenzialità, aveva la presunta capacità di intercettare ed assorbire radiazioni provenienti da liquidi e solidi posti anche a notevoli profondità. Di conseguenza, attraverso vibrazioni trasmesse alle sue braccia, il rabdomante poteva individuare in modo più o meno esatto l’oggetto della sua ricerca.

Il sistema Poseidon prende spunto dalla rabdomanzia (fonte Insta Saver)

Dal drone a terra: un sensore per rilevare anomalie elettromagnetiche

Sergio Marchettini è partito, dunque, dall’analisi di questa antica pratica per poi elaborare il suo sistema Poseidon. Al posto del tradizionale bastoncino a Y, il perito elettrotecnico ha scelto di utilizzare un dispositivo tecnologico, che riesce ad intercettare onda ultra lunghe, tipiche della banda Vlf (Very Low Frequency) ed ancora oggi usate in ambito militare (basti pensare al caso dei sottomarini). Al fine di ottenere una maggiore precisione di risultato, il sistema di Marchettini necessità però dell’uso di un drone sul quale montare un ulteriore sensore aviotrasportabile.

Il principio su cui si basa tutto questo lavoro di analisi è quello dell’anomalia elettromagnetica. Inviando nel sottosuolo onde lunghe, queste ultime saranno respinte in direzione della sorgente, restituendo caratteristiche diverse a seconda del tipo di “ostacolo” incontrato: a partire da una falda acquifera sino ad arrivare ad un giacimento di metallo oppure a reperti archeologici.

Analisi del sottosuolo fino a 800 m

Per utilizzare in modo appropriato Poseidon, è bene che l’operatore si ponga con il drone ad un’altezza compresa tra i 10 ed i 15 m. Se già da quella posizione saranno state individuate anche minime anomalie, allora si procederà anche ad una scansione in loco. A questo punto l’utente, per maggiore comodità, potrà decidere di applicare il sensore anche alla sua cintura. Se nell’arco dei primi 180 metri le anomalie in precedenza rilevate risulteranno confermate, allora il sistema Poseidon potrà scandagliare il sottosuolo sino ad un massimo di 800 metri.

Tutto il lavoro del sistema Poseidon potrà essere rendicontato attraverso una mappa di profondità, in cui mediante campiture di colore saranno indicati i vari elementi intercettati dalle radiazioni. Il tutto con estrema precisione: ad esempio, si potranno distinguere, nell’ambito di un’area cimiteriale, la struttura di una cappella gentilizia da semplici fosse.

Le enormi potenzialità del sistema

Oltre che per l’individuazione di sorgenti d’acqua dolce e di reperti archeologici, Poseidon può essere usato anche per la ricerca di fonti di energia geotermica, sprigionata dal naturale calore presente sotto la crosta terrestre.  Il sistema è stato acquisito, al momento, dalla società HydroHunter ma, vista la sua efficacia, si prevede a breve una sua applicazione anche al di là del mercato privato.

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.