Fantascienza
adv

A pochi giorni dall’inizio del Worldcon 2018 diamo uno sguardo all’elenco dei finalisti per il premio Hugo, azzardando qualche pronostico

 

Si terrà dal 16 al 20 agosto 2018 a San José, California, la 76esima edizione del Worldcon, la popolarissima fiera della fantascienza che ha annualmente luogo dall’ormai lontano 1939. Come in molti sanno, l’evento clou della manifestazione è l’assegnazione del prestigioso Annual Achievement Award for Science Fiction and Fantasy o, più brevemente, Premio Hugo (in onore di Hugo Gernsback, fondatore della rivista Amazing Stories nel 1926).

Un po’ di storia

Il premio Hugo fu assegnato per la prima volta nel 1953, durante la 12esima edizione del Worldcon, tenutasi a Filadelfia. Si suddivide in ben 13 categorie, dal miglior romanzo lungo a quello breve, passando per miglior racconto, racconto breve, rappresentazione drammatica, libro non-fiction, libro sull’argomento, fanzine, artista dilettante, scrittore dilettante, rivista semi/professionale, artista professionista e editor professionista. Particolarmente ambito è, naturalmente, il premio per il miglior romanzo, assegnato negli anni a non pochi personaggi di grande levatura: citiamo, tra gli altri, nomi come Philip K. Dick, Isaac Asimov, Arthur C. Clarke e Neil Gaiman. Il Premio Hugo viene però assegnato tramite votazione dallo stesso pubblico del Worldcon, assumendo dunque una connotazione più marcatamente popolare rispetto, ad esempio, al Premio Nebula, che viene assegnato solitamente pochi mesi prima e che si avvale di una giuria di scrittori. L’assegnazione del premio è, quindi, spesso anche lo specchio di un netto gradimento presso il grande pubblico, nonché di un grande successo commerciale: esempio perfetto è la vittoria, come miglior romanzo, di Harry Potter e il Calice di fuoco, nel 2004.

Finalisti e pronostici

Se è vero, come già detto, che il Premio Hugo ha una connotazione marcatamente popolare, è anche vero che l’assegnazione, pochi mesi prima, dell’altrettanto prestigioso Premio Nebula non può non far sentire la sua influenza. Ragion per cui, per il titolo di Miglior Romanzo, la scelta più ovvia ci sembra quella di puntare ad occhi chiusi su The stone sky di N. K. Jemisin, fresco di vittoria, appunto, al Nebula. Sarebbe una clamorosa tripletta per l’autrice dell’Iowa, che con gli altri due romanzi della Broken Earth Trilogy (The fifth season e The obelisk gate) ha già trionfato alle due ultime edizioni dello Hugo. Non trascurabile, comunque, la concorrenza: spiccano i nomi dei già vincitori e pluri-nominati John Scalzi e Kim Stanley Robinson, rispettivamente con The Collapsing Empire e New York 2140. Doppia nomination, invece, per Yoon Ha Lee, che concorre al Miglior Romanzo con Raven Stratagem ma potrà, probabilmente, accontentarsi della vittoria come Miglior Racconto Lungo con Extracurricular Activities. Interessante la sfida tra i film in gara: nonostante numeri di tutto rispetto non ci sembra particolarmente quotata la vittoria di uno tra Wonder Woman, Star Wars: The Last Jedi e Thor: Ragnarok, che pagheranno probabilmente una spaccatura troppo netta tra estimatori e detrattori (è il caso soprattutto dell’ultima avventura di Rey e Kylo Ren). The shape of water ha convinto critica e pubblico e viaggia ancora sull’onda del successo agli Oscar, mentre l’ottimo Get out ha tutte le potenzialità per rivestire il ruolo di terzo incomodo. Avrebbe, forse, quel quid in più Blade Runner: 2049, che vanta un’ottima materia letteraria di base e la regia dell’apprezzatissimo Denis Villeneuve, che in ambito fantascientifico si era già distinto con lo straordinario Arrival. Ad ostacolarne il trionfo c’è però il non aver fatto faville al botteghino e l’essere seguito di un cult senza tempo qual è il Blade Runner di Ridley Scott, con tutto il conseguente ed immenso carico di aspettative: due elementi che, in un premio dalla così forte impronta popolare, possono pesare non poco. Sarà invece, probabilmente, una lotta a due tra gli episodi di serie tv: USS Callister, primo episodio della quarta stagione di Black Mirror, rischia di soccombere sotto i colpi di Twice upon a time, speciale natalizio di Doctor Who che ufficializza il passaggio di testimone dal 12esimo Dottore (Peter Capaldi) al 13esimo (Jodie Whittaker). Entrambe le serie vantano un grande seguito, ma Black Mirror rischia di pagare l’aver deluso la fanbase con i toni meno drastici e più prevedibili di questa seconda stagione distribuita da Netflix.

Retro Hugo

Ci siamo soffermati, per ragioni di spazio, sulle categorie da maggior richiamo mediatico, per quanto anche le altre presentassero elementi di indiscutibile valore. È doveroso, però, spendere qualche parola per l’assegnazione dei Retrospective Hugo Awards, ovvero quei Premi Hugo che vengono consegnati con 25, 50 o 100 anni di ritardo rispetto ad un anno in cui la consegna del Premio non sia avvenuta. Un caso su tutti, nel 2004, l’assegnazione del Premio Hugo come Miglior Romanzo al celeberrimo Fahrenheit 451 di Ray Bradbury. Farà probabilmente incetta di riconoscimenti postumi, quest’anno, Isaac Asimov, candidato sia con il racconto breve Runaround che con ben due racconti lunghi, Bridle and Saddle e Foundation, quest’ultimo fondamentale incipit del Ciclo delle Fondazioni. Sarà invece probabilmente trainato dal ricordo dell’ottimo omonimo film del 1953 Donovan’s brain, di Curt Siodmak, forse il candidato più autorevole come Miglior Romanzo. Sarà curioso vedere, invece, se la Disney imporrà la sua legge anche al Premio Hugo dopo aver ormai ottenuto il dominio incontrastato sugli Oscar d’animazione: a candidarsi come miglior lungometraggio, con qualche anno di ritardo, è il celebre Bambi diretto da David Hand.

Si alzi il sipario

Il gioco dei pronostici è, come sempre, un valido divertissement per ingannare l’attesa, ma ciò che è certo è che anche quest’anno il Worldcon sarà uno spettacolo da non perdere, visto che tra i candidati al Premio Hugo ci sono, come sempre, elementi che definire validi sarebbe quasi riduttivo. Non resta, dunque, che aspettare di potersi godere la fiera, almeno per i fortunati che saranno a San José ad agosto. Per tutti gli altri resterà, come ogni anno, la certezza che fantasy e fantascienza, nelle loro continue trasformazioni, avranno sempre qualcosa di interessante da dire. Scusate se è poco.

Avatar
Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.