Il Premio Nebula apre ai videogiochi
adv

Il Premio Nebula si apre ufficialmente anche al settore videoludico, con una nuova categoria dedicata agli sceneggiatori di videogiochi

 

I videogiochi, si sa, sono spesso stati demonizzati da buona parte dell’opinione pubblica, con buon ausilio anche di certa stampa. Non ultimo, in Italia, il caso dell’ex-ministro Calenda, che li ha additati come una delle cause principali di ritardo nello sviluppo di abilità come la lettura, il gioco e il ragionamento. Discussioni che non nascono certo ora e che ci porteremo avanti per ancora un bel po’ di anni a venire, ma che spesso non tengono conto di quanto il videogioco stesso, se ben realizzato, sia spesso esempio e frutto di creatività, dedizione e, perché no, senso artistico. Con ciò sembra, appunto, concordare la Science Fiction and Fantasy Writers of America, associazione che, annualmente, si occupa di conferire alle più valide opere fantascientifiche del momento il Premio Nebula, secondo per prestigio soltanto al Premio Hugo. Il Nebula, dunque, quest’anno vedrà la nascita di una nuova categoria da premiare, dedicata proprio al mondo dei videogiochi.

La letteratura secondo il Premio Nebula

Con l’aggiunta di una categoria dedicata agli scrittori di sceneggiature per videogiochi il Premio Nebula riconosce, di fatto, la validità di questi ultimi come espressione artistico/letteraria a tutti gli effetti, al pari del cinema e della letteratura stessa. D’altronde sfidiamo chiunque a non riconoscere l’impegno di uno sceneggiatore di fronte a titoli tripla A dal respiro cinematografico come l’ormai canonizzato The Last of Us o il più recente Red Dead Redemption 2, o a trame delicate e poetiche come quella di quel gioiellino indie che è To the Moon, giusto per citare alcune delle opere più valide degli ultimi anni. Creazioni che, non a caso, sono non soltanto mirabili esempi di programmazione ed innovazione, ma anche, appunto, frutto di grandissimo impegno dal punto di vista della scrittura, impegno che traspare da trame che non lasciano mai indifferenti.

Al passo coi tempi

La decisione di mettere sullo stesso piano le forme letterarie ed espressive più canoniche con il videogioco e la sua perenne aura da “nuovo arrivato” farà, sicuramente, storcere il naso a molti. Ma è, senza ombra di dubbio, un’ottima presa di posizione da parte della Science Fiction and Fantasy Writers of America, che così facendo conferisce al significato del Premio Nebula un’importanza ancora più profonda, che sta nell’accettare l’innovazione e prendere atto della sua inarrestabilità, riconoscendone il valore laddove vada, effettivamente, riconosciuto, senza alcun pregiudizio di sorta. Esattamente come un premio ad opere fantascientifiche dovrebbe fare, insegnandoci a premiare chi, invece di restare ancorato ai porti sicuri del passato, ha il coraggio di guardare al futuro, verso un universo ancora tutto da scoprire. Con buona pace di chi non avrà mai l’onestà di riconoscere tutto ciò.

Avatar
Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.