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Aggregazione senza negatività, ma con giudizio

La notizia che i settori dove la crisi è – allo stato attuale –  maggiormente avvertita, siano quelli della socializzazione, non è un mistero. E neppure una grande sorpresa.
E’ la naturale, scontata, conseguenza di una diffusa paura, di uno sparso timore che tutto possa tornare come negli scorsi mesi.
Le scene di entusiasmo, forse anche un poco incontrollate, verificatesi in occasione di accadimenti sportivi, erano ampiamente previste; i soliti criticoni – a senso unico – non si sono fatti scappare l’occasione. Noi, in verità, non abbiamo fatto molto per tacerli; resta, comunque, il fatto della mancanza di prova contraria. Impossibile da attuare, dal momento che la festa è stata azzurra.

L’unico campo in cui il “tutti a casa” non ha fatto danni è quello del web. Un’esplosione, senza precedenti, di opinionisti, esperti, tuttologi, politici, conviti assertori di verità recondite, profondi detentori di assolute concretezze.
In effetti abbiamo assistito al tutto ed al contrario di tutto; anzi, purtroppo continuiamo ad essere spettatori di repliche, infinite, in tal senso.

Una ritrovata positività

Tutto ad un tratto, per fortuna, mi sono ritrovato a riflettere su un aspetto ormai in disuso; forse caduto nel più completo oblio, sin dalle ultime feste natalizie.
Con le precauzioni dovute, ma con una intima serenità – derivante dal convincimento di riprendersi ciò che era stato portato via – la tavola ha dato una svolta alle questioni assillanti.
Solo il momento di attendere l’avvio ed il clima si è rivelato, immediatamente, adeguato e favorevole.
Il campo da gioco, in perfetto stato, opportunamente all’ombra e con apprezzabile ventilazione, proveniente dalla direzione mare-monte. I partecipanti alla performance, tutti in forma smagliante e, per giunta, con la giusta determinazione di non sfigurare dopo mesi di inattività.

La partita, l’incontro e tutto il blocco

L’incertezza dell’inizio è stata superata, immediatamente, dall’arrivo di alcuni antipasti. Con passo deciso, con incedere di rara puntualità tempistica, si sono schierati a centro campo – o, se si preferisce, a centro tavola – vassoi con frittura di alici, tegami con seppie e patate in umido, alcune olle con diverse varietà di assaggi; tra un argomento ed un altro, un pretesto ed un ripiego, il Signor Gragnano si è infilato, quatto quatto, negli appositi contenitori denominati bicchieri. La Signora Acqua non ne è uscita molto apprezzata, ma ha, comunque, avuto il suo spazio sul campo.

Il tempo di uno sguardo – silente, ma compiaciuto – tra gli astanti e i contenitori, ormai tristi per lo svuotamento, hanno trovato il dovuto rimpiazzo: una superba teglia di pasta al forno è arrivata trionfante.
Nel mentre, tuttavia, dalla parte del settore “cuciniero” si scorgeva una viva fiamma dare impulso ad una pentola sbuffante; si è calmata – la caccavella insofferente – solo all’arrivo di una nutrita, anzi abbondantissima, cascata di spaghetti. Un poco di pazienza ed alla teglia – irrimediabilmente devastata – ha fatto spazio un vassoio: i sopra citati spaghetti – ormai alla giusta cottura – avevano sposato una colatura di alici. La situazione è, piacevolmente, precipitata.
Il già citato Signor Gragnano, intanto, trovava continuo rimpiazzo in rinnovamenti. In uno di questi si è presentato non più in bottiglie, ma in un paio di boccioni; si era imbattuto in alcune percoche e le aveva fatte sue. Un vero conquistatore.
Dalla parte monte, una griglia scoppiettava; nessuna paura, salsicce e carni varie si appropinquavano a capienti contenitori. Il fuochista, a propria volta, con fare sicuro e disinvolto le porgeva sul campo di battaglia.
I puparuoli appaiono, quasi d’incanto, e pomodori all’insalata arrivano di soppiatto.

Si trascende; imbarazzante, ma si eccede. Di colpo si sono defilate le preoccupazioni, le apprensioni. Si sente il rumore di un elicottero, il campo è ben coperto, ma un impulso nervoso pervade i commensali. Ci avesse scoperto? Adesso atterra con i lanciafiamme? E’ solo un attimo. Si riprende con rinnovata lena; in fondo non è un assembramento e siamo distanziati socialmente. Ci accomuna solo la voglia di riprendere ciò che era nostro.
Che ti combina il timore? Ti permette di digerire in fretta e, quindi, nessuna meraviglia all’apparire di Sua Maestà la frittura di pesce; con tanto di seguito: una pignatta di cozze. Bollite, con eventuale limone.
Si prosegue verso l’epilogo; albicocche, anguria, melone.
Gelato, limoncello e granatina di caffè.
Il frangente è sotto controllo, al tavolo ci sta anche un medico. Tutti ci sentiamo più tranquilli.
Gratificante, specialmente per buon auspicio, vivere un clima di positività; certo i problemi restano e ne abbiamo piena consapevolezza, ma almeno per qualche ora non ci siamo dovuti sorbire parole insensate, su un futuro oscuro.

Lucia De Martino