Norme antincendio
adv

Per gli esercizi commerciali è di fondamentale importanza mirare ad una corretta applicazione della prevenzione incendi. Da un anno c’è una nuova normativa

Dal 2 gennaio 2019 è entrata in vigore la nuova regola tecnica verticale per la prevenzione degli incendi nelle attività commerciali che presentino una superficie lorda superiore ai 400 metri quadri. Un passo importante per quanto riguarda la sicurezza sul luogo di lavoro.

L’iter burocratico

La nuova regolamentazione è stata redatta dal Dipartimento dei Vigili del fuoco, Soccorso pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell’Interno, dopo aver ottenuto l’opinione della Commissione Europea riguardo il pericolo di una stretta anti concorrenziale.

Il 23 novembre 2018 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e, come ricordato più sopra, a partire dal 2 gennaio dell’anno scorso è diventata regola destinata a far parte del Codice di prevenzione degli incendi.

Quest’ultimo è presupposto applicativo della nuova regola tecnica che, in quanto verticale, interviene a precisare nuove indicazioni di un’attività già disciplinata dal codice.

Le regole orizzontali, invece, sono diverse visto che uniformano i vari aspetti della progettazione antincendio, partendo dall’individuazione di criteri operativi.

La nuova norma antincendio nello specifico

Secondo quanto previsto nella nuova norma ciascuna attività commerciale è stata classificata in base al numero di piani sui quali si estende e la dimensione.

Nel computo rientrano i depositi, le zone destinate alla vendita, le aree utilizzate per i servizi e tutti gli spazi comuni coperti funzionali all’esercizio commerciale.

Possiamo notare un vero e proprio rapporto proporzionale tra la severità delle varie misure antincendio e l’estensione dell’esercizio, al quale si deve aggiungere la valutazione delle aree a rischio (come ad esempio, quelle dove si svolgono operazioni pericolose e i locali ubicati in piani interrati).

L’importanza di una corretta valutazione dei dati

Il numero di piani e l’estensione complessiva devono essere considerati come termine di raffronto anche per l’applicazione delle relative opportune prescrizioni per la resistenza e la reazione al fuoco dei materiali presenti nell’esercizio commerciale.

Proprio in base a questa valutazione e alla densità di affollamento dell’utenza supposta è possibile progettare l’esodo in caso di incendio e dotarsi degli adeguati sistemi per gestire e soffocare gli eventuali incendi.

Solo dopo aver valutato i punti prima elencati che sarà possibile valutare che tipo di estintori utilizzare, quali sistemi di rilevazione dei fumi e di allarme installare e quali impianti tecnologici adoperare.

Prevenzione incendi e le opportunità per i titolari

E’ bene ricordare che al professionista è concessa l’opportunità di prediligere tra soluzioni prescrittive, relative a una soluzione progettuale immediatamente applicabile che individua il livello di prestazione garantito senza ulteriori valutazioni tecniche; soluzioni alternative, concernenti l’intervento del progettista di dimostrare il rapporto tra il criterio conseguito nella progettazione della sicurezza antincendi scelto e il livello di prestazione; e quelle in deroga, attinenti alla dimostrazione del rapporto di collegamento tra metodo scelto e obiettivo di sicurezza ottenibile.

Una normativa, dunque, necessarie e utile per tutte le attività commerciali che vogliano operare in Italia.

Avatar
Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.