In un recente articolo apparso sul Wall Street Journal (WSJ) sono emersi i primi problemi causati dall’utilizzo intensivo dei droni
In un recente articolo apparso sul Wall Street Journal (WSJ) sono emersi i primi problemi causati dall’utilizzo intensivo dei droni
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In un recente articolo apparso sul Wall Street Journal (WSJ) sono emersi i primi problemi causati dall’utilizzo intensivo dei droni

Sappiamo perfettamente che i droni rappresentano una tecnologia nuova da testare praticamente ex novo. I primi controlli sul campo sono stati effettuati in Australia e hanno riguardato particolari droni inventati per le consegne di diversi prodotti.

I risultati emersi, resi pubblici dal WSJ, non sono stati incoraggianti.

Droni nella terra dei canguri

Bonython è un sobborgo di Tuggeranong, quartiere nel Sud di Canberra, la capitale federale del Commonwealth dell’Australia. Ha una popolazione di circa 4000 persone, ubicate in un’area di quasi un km e mezzo.

Proprio in questo sobborgo Wing, società controllata da Alphabet, ha effettuato degli specifici test sull’impatto che i droni hanno sulla vita di tutti i giorni delle persone.

Questi veicoli controllati a distanza sono stati utilizzati, nella cittadina australiana, per consegnare giornalmente i più disparati prodotti commerciali: dalla crema solare al cibo, dal giocattolo alla cioccolata calda. Tutto ciò in pochi minuti e con i costi ridotti.

Ma come dice il proverbio: non è sempre oro ciò che luccica.

I risultati del test sull’impatto dei droni

Il WSJ ha riportato i commenti degli abitanti di Bonython, sull’utilizzo di questi droni. I giudizi espressi non sono stati dei più favorevoli, tutt’altro. Se è emerso la gioia di poter ricevere i prodotti in un periodo di tempo molto ridotto rispetto agli standard tradizionali, è risultato anche il fastidio delle persone per i rumori prodotti dai droni in volo e il fatto che i droni, a volte, portino prodotti non richiesti, danneggiando così gli ignari destinatari.

Anche i cani protestano

Dal report del WSJ risulta che non sono stati solo gli esseri umani a provare disagio per l’utilizzo dei droni. Anche i cani, infatti, sono in difficoltà. Diversi membri di un’associazione di amanti dei nostri amici a quattro zampe hanno stabilito di evitare totalmente una zona del club, adiacente al campo di decollo dei droni, perché il rumore prodotto dai veicoli agita e intimorisce i poveri animali, ignari delle idee dell’uomo.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.