Privacy dei pazienti a rischio: l’allarme lanciato dalla Fimmg

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Gli uffici regionali della Campania, secondo la Federazione italiana medici di famiglia (Fimmg), al fine di incrementare il Registro dei tumori, hanno chiesto ai medici campani di inoltrare tramite fax i dati di tutti i loro pazienti affetti e/o deceduti per cause tumorali. Rischiando, così, di compromettere il diritto alla privacy di queste persone

Il Registro tumori è un database che raccoglie tutte le informazioni e i dati personali dei soggetti affetti da tumore. Esso è circoscritto di solito ad una determinata area geografica (come una città, oppure una Regione) ma può avere anche validità nazionale. Le informazioni, così raccolte, vengono successivamente analizzate ed archiviate in modo permanente e sicuro al fine di migliorare la ricerca scientifica. Benché lo scopo sia nobile, tuttavia la richiesta avanzata dagli Uffici regionali campani comprometterebbe la privacy di migliaia di pazienti.

Cosa prevede il GDPR

Il nuovo Regolamento europeo sulla privacy presta particolare attenzione al trattamento dei dati sanitari. Infatti, in ragione della loro natura, gli stessi sono qualificati dal GDPR come dati sensibili e per tale ragione meritevoli di una specifica protezione. Il regolamento europeo prevede un generale divieto di trattamento dei suddetti dati (art. 9 del GDPR). Tuttavia, è opportuno chiarire fin d’ora che lo stesso legislatore europeo ha previsto specifiche deroghe al divieto suindicato; una di esse è prevista nell’ipotesi in cui il trattamento dei dati sanitari persegua interessi pubblici. D’altra parte, per quel che concerne in particolare l’esperienza nazionale, la Cassazione ha più volte sancito che i dati riguardati l’ambito sanitario devono essere considerati “supersensibili” in quanto coinvolgono la sfera più intima e personale dei soggetti a cui appartengono e per tale ragione devono godere di una protezione rafforzata.

Il caso

Alla luce del quadro normativo suesposto, la Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) ha sollevato forti dubbi sulla legittimità della richiesta presentata dall’amministrazione Pubblica Regionale. Infatti la comunicazione, denuncia il sindacato, pervenuta a tutti i medici di base tramite il sistema informatico intranet (una sorta di rete aziendale privata) rischierebbe di compromettere la privacy dei loro pazienti oltre ad esporre i medici ad una serie di problematiche sotto il profilo legale.

I portavoce del sindacato napoletano Sparano e Calamaro spiegano che la richiesta avanzata dagli uffici regionali, che già di per sé è abbastanza problematica, non può essere accolta dai medici campani senza esporli inevitabilmente a gravi conseguenze sul piano legale. La prima criticità riscontrata riguarda il mezzo di comunicazione da utilizzare per l’inoltro delle informazioni. Per la Fimmg l’impiego del fax non offre alcun tipo di garanzia circa i soggetti ed i tempi di ricezione dei dati compromettendo così la privacy dei soggetti interessati. Secondo il sindacato, i medici che ottemperassero a tale richiesta potrebbero, senza il preventivo consenso del paziente o dei familiari nell’ipotesi di decesso, essere citati in giudizio e condannati per violazione della privacy. Di qui la problematicità della richiesta avanzata dagli uffici regionali. Inoltre, come riferiscono i due portavoce “ Un conto è (come anche avviene) che si richieda di confermare quanto appreso tramite documenti ufficiali, altra cosa è invece spingere i medici ad integrare le informazioni esistenti con i propri database”. Il binomio tra privacy e settore sanitario suscita ancora aspre polemiche ed il contemperamento di due diritti costituzionalmente tutelati non è sempre agevole.

Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.