Privacy: la corte UE condanna gli amministratori delle pagine Facebook

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Privacy la corte UE condanna gli amministratori delle pagine Facebook
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Una sentenza della Corte UE alza il tiro sulla tutela della privacy. Da oggi gli amministratori delle fanpage su Facebook sono responsabili, al pari del popolare social, del trattamento dei dati personali dei visitatori della pagina. Scopriamone di più

Il GDPR e la privacy

In tempo di GDPR l’attenzione verso la tutela e la protezione dei dati personali è altissima. Sono difatti previste pesanti sanzioni, che andrebbero ad abbattersi su tutti i soggetti inadempienti verso le nuove disposizioni sulla privacy. Eppure, mentre monta il malcontento da parte dei soggetti aziendali più piccoli, che lamentano i costi eccessivi da sostenere per adeguarsi alla nuova normativa, la situazione continua a complicarsi.

La sentenza della Corte UE

A spargere ulteriore sale sulla ferita, allargando il ventaglio dei soggetti potenzialmente responsabili di violazioni della privacy, ci pensa direttamente la Corte UE. Sta difatti avendo enorme risonanza la sentenza con cui la Corte ha stabilito che gli amministratori delle fanpage su Facebook sono corresponsabili, assieme al popolare social, del trattamento dei dati personali dei visitatori della pagina. La Corte ha motivato la sentenza affermando che, anche gli amministratori delle fanpage, possono ottenere una serie di dati statistici sui propri visitatori, grazie ai cookies associati ad ogni utente che visita una pagina. Del corretto trattamento di questi dati sono dunque responsabili sia Facebook che l’amministratore, o gli amministratori, della pagina.

Privacy la corte UE condanna gli amministratori delle pagine Facebook

Amministratori fanpage responsabili assieme a Facebook

La controversia su cui la Corte si è espressa è nata in Germania ed ha riguardato una società specializzata in formazione, che aveva una sua fanpage. Le ripercussioni della sentenza sono però destinate a riverberarsi in tutti i paesi comunitari. Alla luce di quanto stabilito dalla Corte, l’autorità nazionale per la tutela della privacy di ogni singolo paese comunitario potrà difatti agire sia contro il soggetto ritenuto inadempiente, sia contro la filiale di Facebook di quel paese.

Come abbiamo più volte ricordato, in Italia le nuove normative previste dal GDPR hanno integralmente sostituito la vecchia normativa sulla privacy, in attesa di un nuovo Decreto Legislativo nazionale che vada ad incorporarle.