Privacy sui social Tribunale condanna un ex alla cancellazione di tutte le foto
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Al termine di una storia un ex può richiedere la cancellazione delle foto dai social: lo ha deciso il Tribunale di Bari a tutela della privacy

Diritti di immagine e tutela della privacy: l’annosa questione degli strascichi legali determinati dalla fine di una relazione amorosa si arricchisce di un nuovo capitolo tutto social. Stiamo parlando della richiesta di eliminare dai social network come Facebook, Instagram o Twitter, tutte le foto relative ad una storia d’amore ormai terminata. Non è infrequente, difatti, che al termine di una relazione i due ex partner non siano d’accordo su come comportarsi riguardo alle foto ed ai video in passato resi pubblici di comune accordo.

La privacy nell’epoca dei social

Nel giro di pochi anni anche i ricordi legati al passato hanno smesso di essere una faccenda privata. Foto e video di una relazione ormai finita restano pubblici e visibili anche a distanza di anni se entrambi gli ex non provvedono a rimuoverli. In molti casi vi è un accordo comune a lasciarli visibili, a testimonianza di un periodo ormai terminato, che non si vuole rinnegare o rimuovere.

Nel caso delle separazioni più traumatiche, però, le cose non sono così semplici. Talvolta, alla richiesta di un ex compagno/a di rimuovere i contenuti relativi alla relazione terminata, l’altra parte oppone un secco rifiuto. La questione è spinosa. Si tratta infatti di capire se il consenso alla pubblicazione di una foto, una volta concesso, possa successivamente essere revocato.

La sentenza del Tribunale di Bari

Sulla materia è intervenuto il Tribunale di Bari, interpellato da un cinquantacinquenne barese. L’uomo chiedeva la rimozione da Facebook di oltre mille fotografie in cui era presente e relative alla sua storia d’amore ormai terminata. La sua ex-compagna, per nulla d’accordo, si era rifiutata di rimuovere le foto diverse volte, nonostante la minaccia di finire in un’aula di Tribunale.

La donna sosteneva che nel corso degli anni aveva pubblicato le foto con il consenso dell’uomo e pertanto non era tenuta a rimuoverle. Il giudice, con sentenza dello scorso 7 novembre, ha riconosciuto pienamente le ragioni dell’uomo, condannando la ex compagna alla rimozione di tutte le foto che ritraevano il ricorrente. La donna dovrà inoltre sobbarcarsi le spese processuali e versare una cifra simbolica di 2 euro per ogni giorno di ritardo nella cancellazione delle foto.

Questo vuol dire che il consenso alla pubblicazione di foto e video può essere sempre revocato. Ciò non è valido, ovviamente, solo per i casi di storie d’amore terminate. Si tratta di una sentenza che può trovare un vastissimo campo di applicazioni, dalla fine di un’amicizia, al litigio con un familiare, fino alla fine di un’esperienza lavorativa. I diritti di immagine e quelli di riservatezza, nell’epoca del GDPR e dei continui attentati alla privacy sui social e altrove, non sono valori che possono essere negoziati o messi in discussione in alcun modo.