Secondo alcuni esperti, le frequenze su cui viaggia la rete 5G comprometterebbero l’efficienza dei satelliti meteo che orbitano ai poli, tant’è che c’è un forte rischio per la qualità dei dati raccolti dagli stessi
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Secondo alcuni esperti, le frequenze su cui viaggia la rete 5G comprometterebbero l’efficienza dei satelliti meteo che orbitano ai poli, tant’è che c’è un forte rischio per la qualità dei dati raccolti dagli stessi

Non esistono ancora dati certi sull’impatto ambientale e sanitario della rete 5G. Questa tecnologia viaggia su frequenze molto alte (20-24 GHz). Per capire di cosa stiamo parlando basti pensare che le frequenze dei radar tradizionali utilizzati ad esempio per controllo del traffico aereo a lungo raggio e per la sorveglianza oscillano tra 1-2 GHz. Soltanto radar più sofisticati utilizzati ad esempio per la cartografia, impieghi a corto raggio, seeker missilistici ecc… raggiungono le frequenze utilizzate dal 5G.

Le ripercussioni della rete 5G sui satelliti meteo

Le onde elettromagnetiche utilizzate da questa tecnologia potrebbero essere altamente nocive, tant’è che un gruppo di scienziati internazionali ha promosso una petizione per la messa al bando del 5G. Insomma, al momento sembra che i lati negativi di questa tecnologia siano nettamente superiori agli aspetti positivi. Uno degli aspetti che sta sollevando maggiori polemiche nella comunità scientifica riguarda la possibile interferenza generata dalle frequenze 5G sui satelliti meteo in orbita sui poli terrestri.

A lanciare l’allarme è stata l’Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), le frequenze radio su cui si basa la rete 5G sono le stesse utilizzate dai moderni e più sofisticati satelliti meteorologici che forniscono le informazioni sullo stato del sistema Terra, raccogliendo misure “passive” sull’atmosfera, in altre parole servono a costruire dei modelli indiretti del meteo di aree, come gli oceani, in cui non ci sono strumenti di rilevazioni attivi. Questo tipo di satelliti sono molto sensibili ed in grado di captare anche onde molto deboli, il rischio è che i satelliti meteorologici non riuscirebbero più a distinguere la provenienza del segnale captato, e comprendere se viene da nubi o da stazioni trasmittenti, ciò comprometterebbe l’efficienza e l’accuratezza delle rilevazioni del 30%. Qualche giorno fa, in un’intervista rilasciata al Guardian il professore Tony McNally del European Centre for Medium-Range Weather Forecast, ha dichiarato: “Il modo in cui stiamo introducendo il 5G potrebbe compromettere seriamente la nostra abilità di prevedere le grandi tempeste – spiega e questo può fare la differenza tra la vita e la morte. Siamo molto preoccupati”.

I problemi registrati con la rete 4G

La preoccupazione dell’Organizzazione meteorologica mondiale non è semplice allarmismo. È già successo, in passato che l’introduzione dell’attuale rete 4G abbia interferito con le altre tecnologie, in particolare con il digitale terrestre tant’è che in alcune zone è stato necessario cambiare l’orientamento delle antenne per poter vedere i canali TV.

Il compromesso raggiunto a Sharm-el-Sheik

Per cercare una soluzione gli esperti di radiocomunicazione e negoziatori da tutto il mondo si sono incontrati a Sharm-el-Sheik. L’accordo raggiunto prevede che il limite di interferenza della rete 5G sui satelliti meteorologici non superi i -33 decibel watt, entrerà in vigore solo dal 2027 e successivamente, nella seconda fase, il suddetto limite potrà essere portato a -39 decibel watt.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.