Questura
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Prosegue il processo sulla morte di Stefano Cucchi, morto in custodia cautelare il 22 ottobre 2009 in circostanze ancora da chiarire.

Le parole di uno dei periti nominati dal GIP

Per la prima volta viene affermata la possibile responsabilità delle percosse ricevute dal 31enne Stefano Cucchi mentre si trovava sotto la custodia dello Stato. A tal proposito, le parole del perito nominato dal GIP:

Nessuno può avere certezze. Se non ci fosse stata la lesione s4 il soggetto non sarebbe stato ospedalizzato. Cucchi era immobile nel letto e non riusciva più a muoversi per la frattura. Se non fosse stato in questa condizione, non avrebbe avuto una vescica atonica, ma avrebbe avuto probabilmente lo stimolo alla diuresi. Dunque se non avesse avuto la frattura, Cucchi non sarebbe stato ospedalizzato e probabilmente la morte non sarebbe occorsa o sarebbe sopraggiunta in un altro momento“.

Le affermazioni di Ilaria Cucchi

Ci sono voluti dieci anni, sono invecchiata in queste aule di tribunale e finalmente oggi per la prima volta sento un perito affermare che se Stefano non fosse stato vittima di quel pestaggio che gli ha causato quelle lesioni, non sarebbe mai finito in ospedale e quindi non sarebbe mai morto” ha affermato la sorella del defunto, che da circa dieci anni continua a combattere la sua battaglia in nome della giustizia e della verità. Com’è morto realmente Stefano Cucchi? Era una morte che si poteva evitare? Ci sono persone colpevoli di questa morte, avvenuta mentre era sotto la custodia dello Stato?

La difesa

Alessandra De Benedictis, la legale di uno dei tre carabinieri imputati dell’omicidio preterintenzionale, ha commentato così le affermazioni del perito “I periti hanno sottolineato oggi che la lesione del nervo vescicale, che determina lo stimolo ad urinare, ha scatenato – in mancanza della minzione – il nervo vagale. Il problema è il rigonfiamento della vescica causata dal catetere non funzionante. Se in ospedale il catetere avesse fatto il suo dovere la vescica si sarebbe svuotata. Certo non possiamo essere accusati di omicidio preterintenzionale per un catetere non funzionante“.

Nato a Napoli nel 1993, consegue il diploma di maturità classica presso il liceo Umberto I, dopodiché decide di abbandonare gli studi canonici per dedicarsi alla scrittura ed alla recitazione. Per quest’ultima si trasferirà a Roma, frequentando accademie e laboratori di recitazione, che lo porteranno a tornare a Napoli nel 2017. La scrittura è una passione che, fin dall’adolescenza, è divenuta sempre maggiore, affiancandosi all’amore per il cibo e per i videogiochi.