produttività dello smart working
adv

BASTANO POCHI ACCORGIMENTI PER AVERE UNA PRODUTTIVITÀ DELLO SMART WORKING OTTIMALE 

Smart working (forma di lavoro)-spazio digitale (trasformazione fisica)-tecnologia (innovazione)-produttività (risultato finale).

Quello che sembra un semplice susseguirsi di parole è in realtà il percorso che oggi molte aziende intraprendono, dalla partenza al traguardo finale e che ottiene notevoli soddisfazioni.

Secondo una ricerca prodotta da BT (British Telecom) dal nome “People, productivity and the digital workplace” (2018) pare, infatti, che le aziende che adottano il lavoro agile e che hanno di conseguenza modificato lo spazio aziendale, dal fisico al digitale, ottengono maggiore produttività dai propri dipendenti in virtù delle nuove e innovative tecnologie presenti all’interno dell’organizzazione.

QUALI SONO GLI ELEMENTI CHE AUMENTANO LA PRODUTTIVITÀ DELLO SMART WORKING?

Allo studio di BT hanno partecipato circa 1700 persone suddivise tra responsabili IT (circa 600), provenienti da ben undici mercati internazionali e dirigenti aziendali (i restanti 1100); dai risultati è emerso che quasi la totalità degli intervistati, circa nove persone su dieci, ritiene ci sia un aumento di produttività con l’inserimento dei tool mobili e di diversi servizi per la collaborazione aziendale.

Se tre anni fa solo sei su dieci affermavano quanto appena detto, mentre oggi siamo a nove su dieci, è perché il lavoro agile effettivamente ha migliorato il clima aziendale con la maggiore “libertà” concessa ai dipendenti di un’impresa.

Ma quali, e quanti, sono gli elementi che aumentano la produttività dello smart working?

LA PRODUTTIVITÀ DELLO SMART WORKING DIPENDE DA 5 ELEMENTI FONDAMENTALI

Se un’azienda vuole migliorare la propria produttività, grazie allo smart working, innanzitutto deve puntare su cinque elementi base che stimolino i dipendenti e possano portarli a produrre maggiormente.

Sempre secondo lo studio di BT, infatti, ben otto intervistati su dieci ha dichiarato di non aver raggiunto un livello eccellente con l’avvento dello spazio digitale in quanto i diversi amministratori delegati non hanno posto la produttività come priorità dell’azienda.

Vediamo allora quali sono gli elementi che, invece, aiutano ad aumentare quest’aspetto:

  1. Creare una rete di collaborazione e di modus operandi facile all’esterno della sede aziendale;
  2. Avere a disposizione dei dispositivi idonei allo svolgimento delle proprie attività;
  3. Lavorare in un ambiente aziendale video connesso;
  4. Poter usufruire di servizi di messaggistica istantanea all’avanguardia;
  5. Disporre di applicazioni aziendali che siano al passo con i tempi dello spazio digitale.

Se un’impresa riesce a lavorare su questi cinque elementi, sicuramente ottiene quell’aumento di produttività fondamentale per raggiungere gli obiettivi aziendali necessari per la sopravvivenza della società.

Questo perché l’analisi di BT ha tirato fuori molti aspetti che per alcuni dirigenti erano, probabilmente, ignoti.

Ad esempio un’azienda video connessa è richiesta dal 32%, cosi come l’utilizzo del wi-fi ha addirittura interessato il 63% degli intervistati, mentre avere un’aggiunta di sale riunioni ha coinvolto solo il 28%; ma non finisce qui, perché un altro 39% ha dichiarato di voler più smart collaboration in azienda.

Questo dimostra quanto i cinque punti sopraelencati siano fondamentali e quanto, purtroppo, siano snobbati da molti dirigenti.

SE NON SI MODIFICANO DIVERSI ASPETTI LA PRODUTTIVITÀ DELLO SMART WORKING NON DECOLLA

Chiaramente è molto importante modificare determinati aspetti aziendali per migliorare la propria produttività; se abbiamo visto quali sono i cinque elementi che vanno modificati, bisogna dire che l’Information Technology (IT) spesso trova difficoltà nel cambiamento perché manca il supporto necessario per le modifiche.

Il 76% dei responsabili IT, infatti, afferma che c’è una forte incomprensione con i dipendenti poiché questi ultimi non comprendono la difficoltà del cambiamento in modo efficace. Questa percentuale, inoltre, è cresciuta di quasi dieci punti percentuali rispetto al 2015 (ferma al 67%) segno che qualcosa non ha funzionato in questi anni.

I responsabili IT credono ci sia bisogno di aggiornamenti, di applicazioni aziendali moderne, di maggiore videosorveglianza all’interno della sede, di nuovi sistemi imprenditoriali per lo svolgimento delle diverse funzioni, di sistema di convergenza dati e di voce; tuttavia questi elementi non sono ancora attivati al 100% e, anzi, molte imprese vivono ancora nella fase di “progettazione” per il cambiamento (ben sei aziende su dieci).

LE AZIENDE PREFERISCONO IL CLOUD ALLO SMART WORKING

Il motivo principale, probabilmente, di questo lento cambiamento è causato dalla priorità che le aziende hanno dato al cloud computing; i maggiori investimenti, infatti, sono dedicati principalmente a questo servizio di archiviazione dati mentre per lo smart working c’è una minore attenzione.

Questo perché secondo molti responsabili IT, circa l’84% degli intervistati, il cloud computing diventerà l’elemento imprescindibile per la collaborazione futura tra aziende, opinione che tre anni fa era condivisa solo dal 54% degli stessi responsabili mondiali.

Questo, di conseguenza, ha rallentato il processo di trasformazione del lavoro agile.

Una cosa è comunque certa, se un’azienda non crea un ambiente realmente veloce, semplice, tecnologico e innovativo difficilmente riuscirà ad ottenere quella produttività dello smart working che spera e per farlo il cambiamento dovrà passare necessariamente per quei cinque semplici elementi.