Progetto Read
adv

Il progetto Read, affidato dalla Commissione Europea ad un gruppo internazionale di ricercatori, consiste nella digitalizzazione di un’ingente quantità di antichi manoscritti

Il progetto Read è stato concepito dalla Commissione Europea per venire incontro alle esigenze di tantissimi storici e ricercatori i quali, non potendo spesso recarsi direttamente in archivi e biblioteche situati a notevole distanza dal proprio luogo di residenza, possono oggi consultare numerosi antichi volumi attraverso una piattaforma online coordinata da un’Intelligenza Artificiale, chiamata Transkribus.

Progetto Read: conoscenza e conservazione

La creazione di una piattaforma in cui digitalizzare una mole quanto più grande possibile di manoscritti mira a soddisfare anche uno scopo di carattere conservativo: con il progetto Read, infatti, è possibile avere copie online di numerosi antichi testi che, per quanto preservatisi nel corso dei secoli, sono sempre soggetti a possibili danni derivanti dall’incuria o da fattori naturali. Volendo imputare un’eventuale critica all’iniziativa, si potrebbe temere, con l’utilizzo della piattaforma, un progressivo allontanamento degli studiosi dal materiale cartaceo originale: in realtà, il rischio è abbastanza contenuto in quanto la digitalizzazione dei manoscritti, compiuta dall’algoritmo di Transkribus, non assicura sempre un’ottimizzazione del processo di lettura e di interpretazione dei testi.

I volumi che sono stati e che tuttora sono acquisiti nell’ambito del progetto Read sono quasi tutti molto antichi: la gran parte risale al Medioevo, periodo storico in cui operavano gli amanuensi, monaci che nei loro scriptoria erano deputati alla ricopiatura delle opere redatte da grandi autori greci e latini. Ognuno di essi, nel compiere un’operazione assolutamente cruciale per la trasmissione e la conservazione di questi testi, ha utilizzato una propria calligrafia che non sempre risulta ben decifrabile. Se a questo dato di fatto, poi, si uniscono ulteriori elementi di “disturbo”, come ad esempio macchie, cancellature ed abrasioni, lo studio diventa ancora più complesso. Pertanto, pur disponendo della versione digitalizzata di un determinato manoscritto oggetto di analisi, sarà sempre consigliabile per lo studioso, laddove possibile, recarsi nel luogo in cui lo stesso è custodito e verificare in maniera diretta i risultati dell’indagine compiuta dal proprio pc attraverso la piattaforma

Transkribus: una guida intelligente

L’Intelligenza Artificiale impiegata nel progetto Read ha comunque sinora fornito discreti risultati. Frutto di una sinergia messa in atto da studiosi provenienti da diversi Paesi europei, tra cui Francia, Spagna, Regno Unito, Germania e Grecia, Transkribus ha mostrato una buona padronanza nell’interpretare e completare anche da sé testi scritti non solo nelle lingue classiche (latino e greco) ma anche in altre più astruse, come l’ebraico e l’arabo; analoghi buoni risultati sono emersi, poi, nella decifrazione di opere composte in scrittura con andamento inverso (da destra verso sinistra). Nell’elaborazione dell’Intelligenza Artificiale e della sua annessa piattaforma, ci si è ispirati ad un’applicazione già esistente in alcuni scanner: l’OCR (Optical Character Recognition), ovvero un dispositivo che permette il riconoscimento dei caratteri di scrittura in maniera immediata, salvando i documenti che gli vengono sottoposti in un comune file di testo. Un suo grosso limite, tuttavia, consiste nella capacità di interpretare soltanto i testi composti al computer: da questo punto di vista, dunque, Transkribus appare sicuramente come un’evoluzione, in senso positivo, di tale applicazione.

L’accesso alla piattaforma del progetto Read è facile e gratuito: al momento, si contano circa 14 mila registrazioni e si prevede un ulteriore incremento di utenti in tutto il mondo entro la data di conclusione del suo iter, fissata per giugno 2019. Inoltre, in alcuni Paesi, come Olanda e Finlandia, si sta già pensando ad un impiego di Transkribus anche per la digitalizzazione degli archivi pubblici contenenti grandi quantità di documenti di carattere amministrativo.

Avatar
Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.