Progetto Smart District 4.0
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In Puglia, con il progetto Smart District 4.0, curato dalla Lum Jean Monnet di Bari, le imprese locali potranno competere con quelle del resto d’Italia in materia di innovazione tecnologica

Il progetto Smart District 4.0 si sta realizzando grazie alla preziosa collaborazione tra la Lum Enterprise (ramo della Libera Università Mediterranea) ed un importante ente di ricerca americano: il Mit di Boston (Massachussets Institute of Technology)

Nel progetto Smart District 4.0, tra gli altri partner sostenitori, vi sono anche il Ministero dello Sviluppo Economico, che sta elargendo finanziamenti in favore dell’iniziativa pugliese, e la società di consulenza Noovle, che vanta una collaborazione con Google Cloud per il mercato italiano.

Colmare il divario tra Nord e Sud del Paese

L’obiettivo dell’ambizioso progetto è di colmare il divario storicamente esistente tra il Sud ed il Nord d’Italia a livello economico. Per far questo, gli ideatori di Smart District 4.0 ritengono necessaria l’introduzione degli strumenti offerti da una tecnologia in costante evoluzione. Big Data, Blockchain, Internet of Things sono solo alcune delle risorse che saranno sfruttate per creare una rete tra tutte le piccole e medie imprese della Puglia. Come si può evincere dal suo titolo, il progetto della Lum di Bari punta, pertanto, all’affermazione, a livello locale, del modello industria 4.0

Un progetto iniziato con uno screening delle imprese locali

Le origini del progetto curato dalla Lum di Bari risalgono agli inizi del 2018, allorquando i curatori dell’iniziativa decisero di effettuare un vero e proprio screening delle piccole e medie imprese della Puglia, rilevandone problemi e necessità. Successivamente, grazie alla collaborazione instaurata con il Mit di Boston, il comitato scientifico di Smart District 4.0 ha offerto a tali soggetti un ventaglio di strumenti e servizi tecnologici. Con la presenza, inoltre, della società Noovle, nell’equipe di lavoro, la consulenza offerta alle aziende pugliesi si è differenziata da caso a caso, soddisfacendo le particolari esigenze che ciascuna di esse aveva.

Un primo bilancio molto positivo

I risultati sinora ottenuti in questo interessante progetto sono piuttosto positivi: alla luce di un report divulgato dal Direttore Tecnico di Lum Enterprise, Antonio Bianchin, le imprese pugliesi che hanno deciso di partecipare all’iniziativa sono state circa 80. Sono tante, dunque, le realtà imprenditoriali che vogliono giustamente adeguarsi alle nuove modalità di produzione e la rete creata da Smart District 4.0 sembra destinata ad allargarsi in tempi molto rapidi.

Prospettive di ampio respiro…

Il progetto Smart District 4.0, tuttavia, non mira soltanto a radicarsi nel territorio pugliese ma intende andare ben oltre. Anche le realtà imprenditoriali situate in altre regioni d’Italia, infatti, potranno prendere spunto da questa iniziativa della Lum, raccordandosi in un network con tutti i soggetti attivi nel comparto industria 4.0: “Vogliamo arrivare alla creazione di una nuova metodologia che possa diventare un modello replicabile su larga scala – ha affermato alla stampa Remy Cohen, uno dei curatori del progetto Smart District 4.0 – È importante che anche il Sud Italia operi in una rete economica moderna e che possa formarsi un vero e proprio distretto produttivo all’avanguardia, che consenta un adeguato sviluppo e sia capace di sostenerlo”.

Anche da Alex Pentland, docente del Mit di Boston, è stata espressa grande soddisfazione per il progetto Smart District 4.0: “Siamo lieti di collaborare con Lum Enterprise, una società che, seppur giovane, raccoglie l’importante eredità e la competenza della prestigiosa università Lum. Siamo certi che, grazie alle best practice di entrambe le realtà e lavorando in sinergia, potremo fornire alle aziende il sostegno necessario per esprimere al meglio il loro business e costruire una rete di economia locale 4.0”.

 

Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.