Small spider on a marguerite flower
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La ripresa appare lontana

Torna, non torna; sembra una margherita da sfogliare. L’auspicio è che alla fine, l’ultimo petalo, coincida con il “non torna”.

Siamo, ormai, tutti presi dall’incertezza e, d’altra parte, la scienza non ci supporta se non dal punto di vista prettamente realistico: quando ci sarà il vaccino il problema si risolverà.

Come dire che, per adesso, nulla si può escludere e niente prevedere. Potrebbe essere evoluzione positiva, ma non dobbiamo distrarci. Al minimo errore ricaschiamo nel “tutti a casa”. Stavolta – un po’ per tutti i settori – più che drammatico, sarebbe fatalmente letale.

Tenuta a serio rischio

“Io speriamo che me la cavo” è scivolato via, la contrazione è stata evidente e, sia dal punto di vista della regressione lavorativa che da quello della stagnazione, assai seria, delle varie dinamiche economiche, ci attende una fase tutt’altro incoraggiante.
I mercati sono in piena difficoltà, non torneranno alla normalità con l’estate; le complicazioni sono enormi e la ripresa molto problematica.

Il tempo che trascorre, a dispetto di quanto diramato da proclami, non sta apportando nessun miglioramento e la consapevolezza della positiva ripartenza inizia ad essere assai poco palpabile.

In termini assai crudi, ma assolutamente aderenti alla realtà, la riduzione, nell’intero arco economico, si presenta in tutta la sua negativa intensità.
Le attività produttive non in grado di riavviarsi aumentano e nessuno sa bene cosa ci attenda.

Dopo l’estate, un autunno assai caldo

E’ facile prevedere che la resa dei conti ci sarà tra fine settembre ed inizio ottobre; il rinnovo delle misure di sostegno giocherà un ruolo chiave, ma il problema delle coperture economiche sarà sempre più incalzante.
E’ plausibile attendersi un ridimensionamento imprenditoriale che, inevitabilmente, andrà a cascare sull’occupazione. Sempre con l’auspicio che l’ultimo petalo, della margherita di cui prima, ci conforti con la realtà dei fatti.

L’eredità estiva è, comunque, assai temuta; i comparti turistici, quello dei servizi, il commercio e i settori peculiarmente stagionali, potrebbero uscirne con seri problemi.
Ci saranno, inevitabilmente, richieste di proroghe sostanziali;  potrebbe essere quello il punto critico focale.

Sarà allora che si dovrà, inequivocabilmente, comprendere che le criticità sono tutte da vivere. Chi aveva “tirato a campare”, dovrà fare i conti con l’ineluttabilità delle negative analisi di intere filiere produttive.

Bisognerà verificare se reggeremo.

Auguri a noi.

Raimondo Miele