Protesi personalizzate stampate in 3D su misura di paziente
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L’Humanitas di Milano mette a disposizione dei suoi pazienti protesi personalizzate, progettate su misura per le loro esigenze

L’Ospedale e centro di ricerca medico lombardo ha messo a punto una tecnica per stampare le protesi totali di ginocchio partendo dalla scansione dei pazienti.

La medicina di precisione diventa realtà

Nuove definizioni nel campo medico nascono costantemente, perdono rapidamente di significato e scompaiono. Alcune, però, stanno diventando realtà grazie ad innovazioni concrete applicate alla clinica ed alla chirurgia. La medicina di precisione, ad esempio, richiede che le terapie e gli interventi chirurgici non siano più effettuate in modalità standard, ma personalizzando ogni atto medico sul paziente specifico.

Uno dei campi dove questo metodo “sartoriale” si è affermato per primo è stato quello odontoiatrico, dove da tempo sono disponibili denti artificiali scolpiti da una fresa computerizzata  partendo da una scansione 3D del cavo orale del paziente.

Ora, però, si comincia a pensare in grande e si realizzano protesi complete di ginocchio utilizzando le medesime tecniche.

Alta tecnologia in camice bianco

Le sale operatorie, da tempo abitate da robots chirurghi, ora si avviano ad assomigliare a piccole fabbriche, producendo in house direttamente le protesi da impiantare nei pazienti che ne necessitano.

Procedure chirurgiche fin qui standardizzate, come l’artroplastica del ginocchio, cioè la ricostruzione dell’articolazione attraverso l’impianto di una protesi artificiale totale, è prossima a subire una drastica rivoluzione.  All’Ospedale Humanitas di Rozzano, è stata eseguita una artroplastica che ha impiantato una protesi totale non industriale, bensì stampata in 3D partendo dal campionamento del paziente stesso.

Per completare la forte connotazione tecnologica dell’intervento innovativo, anche l’intervento è stato eseguito con l’aiuto di tecnologie computerizzate.

Collaborazioni scientifiche innovative

La nuova avventura in corsia nasce dalla collaborazione tra i chirurghi del Centro per la Ricostruzione Articolare della Humanitas e una startup in campo medicale, la Rejoint, focalizzata su approcci chirurgici innovativi nella protesica totale del ginocchio. La metodologia di prodotto denominata con il nome evocativo di “YourKnee” (il tuo ginocchio) utilizza tecniche avanzate di scansione 3D con tecnologie di stampa tridimensionale, il tutto gestito da Intelligenza Artificiale. Ovviamente, l’intero sistema garantisce che la protesi realizzata sulla personalizzazione si adatti perfettamente al corpo del paziente e consenta quindi risultati eccellenti e decisamente superiori alla norma.

La protesi è stampata in lega di cromo cobalto e rispetta i parametri anatomici del paziente, correggendo anche imperfezioni preesistenti.

Personalizzazioni anatomiche sartoriali

L’ortopedia è una perfetta palestra per la personalizzazione delle protesi, in quanto è relativamente facile effettuare la scansione di segmenti ossei relativamente grandi e realizzarli in materiali biocompatibili quali il cromo cobalto, adatto alla tecnologia di stampa tridimensionale. La personalizzazione della protesi, ovviamente, permette di ridurre le limitazioni funzionali spesso conseguenti all’impiego di protesi industriali e necessariamente prodotte in misure limitate. In pratica la differenza è tra indossare un abito industriale ed uno sartoriale cucito su misura per noi.

L’operazione pilota

La prima paziente è stata una donna di 58 anni che, a seguito di infortuni ed operazioni mal riuscite, soffriva di forti dolori, tanto da sottoporsi all’intervento di protesizzazione del ginocchio. L’equipe dell’Humanitas, capeggiata dal Professor Maurilio Marcacci, responsabile del Centro per la ricostruzione articolare del ginocchio, in realtà ha condotto un progetto di ricerca articolato, culminato nell’intervento.

Il Professor Marcacci ha dichiarato che questo approccio innovativo “apre le porte ad interessanti opzioni terapeutiche a beneficio dei pazienti”. Anche il decorso post operatorio è ad elevato tenore tecnologico.

A monitorare le condizioni della paziente, infatti, è demandato un tutore sensorizzato che trasmette al chirurgo ed al fisioterapista, in modalità remota, le informazioni legate ai movimenti ed ai carichi effettuati dalla donna operata.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.