Estate
Estate, In calo le presenze dei turisti in spiaggia
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Speranze all’orizzonte in vista della prossima estate. Buone notizie

Credo che tutti desiderino uscire di casa per andare a mare, in campagna, oppure in montagna, abbiamo una gran voglia di respirare all’aria aperta.

E’ stato evidenziato che in questi mesi in cui nel mondo, giocoforza, si è ridotto enormemente l’inquinamento nel nostro pianeta, di pari passo si è ridotto il buco nell’ozono e finanche i mari sono più limpidi, a detta di astrofisici ed ambientalisti.

Preso atto di questa oggettiva evidenza è necessaria una premessa scientifica sul Covid-19, ancora, ed in particolare sul primo e più importante meccanismo di diffusione di questo mostro, nonché della sua sopravvivenza.

Il parere del Prof. Ernesto Burgio

Ricordando che questo virus non vola come quello dell’aviaria, pur essendo molto simile, vorrei riportare le parole di un vero esperto di epigenetica e biologia molecolare, il prof. Ernesto Burgio, Presidente del Comitato Scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale, nonché membro dell’European Cancer and Enivironment Research Institute di Bruxelles. L’autorevolissimo collega finalmente l’8 aprile si è concesso all’intervista della giornalista Gea Scancarello ed ha informato la popolazione del fatto che all’aria aperta , poichè la carica virale è minima, i rischi di contagio sono improbabili.

Nel caso avvenissero potrebbero addirittura immunizzarci.

Se l’ha detto lui…

Ipotizzo che il prof. Burgio non sia sceso nel dettaglio tecnico perché uomo schivo e di poche parole, quindi mi permetto di addentrarmi personalmente nella problematica.

Le celebri goccioline

E’ stato dimostrato che le ormai famose goccioline (drop-less) espulse con tosse e\o starnuti possono rimanere nell’aria o sulle superfici per alcuni minuti ma anche per molte ore, però questo studio serio è stato condotto al chiuso e si è evidenziato che queste vengono proiettate (quelle grandi) a circa un metro, mentre le piccole possono arrivare a otto metri dalla fonte.

Tutte contengono il virus se ovviamente espulse dal soggetto infetto e tutte sono rapportate alla quantità di acqua che le costituiscono. Nessuno ha studiato ancora come si comportano all’aperto, per ovvie difficoltà. Proviamo a farlo noi, ipotizzando in particolare, il loro comportamento in condizioni climatiche calde, cioè  estive.

Come si comporterà il virus in estate

Poiché è l’acqua delle secrezioni il veicolo del virus, appare logico che le alte temperature tipicamente estive superiori ai 30°, nonché il tasso d’umidità dell’aria, inferiore al 50\60%, favorirebbero una rapida evaporazione di queste maledette goccioline, per cui verrà a mancare al virus il substrato che lo mantiene in vita, prima di aggredire l’ospite.

Bisogna tener presente che il Covid-19 non a caso si sviluppa come le altre epidemie influenzali all’approssimarsi dell’inverno, infatti non si spiegherebbe se non per motivi climatici, che in una nazione come l’India, di poco meno di 1.500.000.000 di anime presenti ad oggi solo si contrano 653 decessi ed appena 20.000 positivi al Covid-19.

Questa constatazione ci dovrebbe condurre all’estate con molto ottimismo e, nel contempo, a prepararci con doverosa preoccupazione e cautela al prossimo inverno.

Per inciso, poiché abbiamo parlato molto di acqua, state tranquilli ci possiamo tuffare  serenamente perché  in mare  sono state trovate a fatica minime tracce del virus.

E senza plexiglass!!!