Raccolta differenziata in Italia e in Campania
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La raccolta differenziata in Italia, tra spinte al miglioramento e qualche passo indietro: luci ed ombre anche in Campania                              

La raccolta differenziata continua a rimanere uno dei grossi temi di dibattito in Italia. I progressi, nel nostro Paese, sono ancora discontinui e distribuiti in maniera disomogenea lungo lo Stivale. Ciò nonostante, i dati italiani mostrano un lento, ma costante miglioramento nel corso degli anni e ciò permette di guardare con un po’ di ottimismo al futuro. L’elemento fonte di maggior preoccupazione, è il permanere di un diffuso scetticismo in una buona fetta di italiani, pari a circa il 30% della popolazione totale, sull’utilità di differenziare i rifiuti. La percentuale degli scettici è ovviamente più elevata nelle zone dove il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti mostra le performance peggiori.

Raccolta differenziata in Italia: alcuni dati generali

L’Italia, nonostante progressi costanti, non può ancora definirsi un Paese virtuoso riguardo alla differenziazione dei rifiuti. La percentuale di raccolta differenziata, ultimi dati ISTAT alla mano, si ferma per il 2017 ad un poco onorevole 55%, ancora ben lontano dall’obiettivo minimo del 65%, individuato 15 anni fa dal Testo Unico Ambientale.

Il contributo maggiore viene dato dalle regioni settentrionali, con percentuali di raccolta comprese tra il 60% ed il 70% su base regionale. Seguono le regioni del centro, con un tasso medio di differenziazione dei rifiuti del 51%, mentre il sud Italia arriva al 47%. Fanalino di coda la Sicilia, ferma ad un ancora troppo basso 31%. Le regioni del nord mostrano un tasso di raccolta differenziata maggiore, ma sono al contempo quelle che producono quantitativi di rifiuti maggiori per abitante. Dunque, al nord Italia spetta sia la palma di “riciclone”, che quella meno onorevole di sprecone.

I rifiuti meglio differenziati sono plastica, vetro e carta, mentre i rifiuti cosiddetti “speciali”, come ad esempio le batterie esauste, evidenziano ancora percentuali di differenziazione estremamente basse. Come è semplice immaginare, la raccolta differenziata è più semplice da organizzare e gestire nei piccoli centri. Pertanto, le grandi aree metropolitane, da nord a sud, sono quelle che mostrano le percentuali di raccolta differenziata più basse, a volte inferiori al 40%. Anche in questo caso, però, i risultati ottenuti dalle città del nord del Paese sono superiori, in genere, a quelli delle aree metropolitane centro – meridionali.

La situazione in Campania

La situazione della Campania è molto vicina a quella delle regioni centrali, con un tasso medio di raccolta dei rifiuti pari, per il 2018, al 52,70%. L’aspetto preoccupante è che si tratta di un dato stazionario rispetto al 2017 e che mostra, anzi, una lievissima flessione (52,88% nel 2017) su base annua. Analizzando la situazione delle singole Province, spetta a quella di Benevento la palma di più virtuosa, con un tasso di raccolta differenziata pari al 70,56%.

Seguono le Province di Avellino e Salerno, con tassi rispettivamente del 63,66% e 61,90%. La Provincia di Caserta segna il 51,97% di raccolta differenziata, ultima è quella di Napoli ferma al 47,82%. Anche in Campania, le migliori performance sono fatte registrare dai piccolissimi Comuni: Tortorella (SA) ha il 99,12%, Domicella (AV) il 94,61% e Visciano (NA) è terza con il 93,99%. Tra i comuni con più di 20mila abitanti, notevoli i dati di Vico Equense (NA) con il 83,51% di percentuale di raccolta differenziata, Sarno (SA) con l’81,64% e Bacoli (NA) con l’81,36%.