Rakuten Tv: nuova player on demand. Parte la sfida a Netflix ed Amazon
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Il mercato dell’intrattenimento on demand si popola di un nuovo contendente, che nasce in Spagna

L’offerta di contenuti video a consumo si arricchisce continuamente, spinta dai profitti milionari e dall’utilizzo di piattaforme sempre più articolate. Dopo Netflix, Amazon, Dazn, ecco che spunta Rakuten.

Come creare un mercato

Il mercato delle piattaforme che offrono film e serie tv di alta qualità da scegliere tra centinaia di titoli attrae milioni di utenti consumatori. Dopo il boom delle iptv illegali, dove era possibile guardare per pochi spiccioli quello che le major del settore offrivano a decine di euro al mese, parte la lotta all’illegalità. Parallelamente, fioriscono nuove società che offrono a prezzi concorrenziali contenuti di alto livello qualitativo. Il meccanismo è sempre lo stesso, far crescere la domanda attraverso la pirateria, inizialmente tollerata. Quando gli utilizzatori raggiungono una massa critica parte la lotta all’illegalità e quanti si sono abituati a guardare in rete i propri contenuti preferiti non riescono a smettere di usufruirne, a questo punto pagando.

La sfida è aperta

Le offerte a pagamento devono offrire servizi stabili e benefit rispetto alle iptv e Rakuten Tv intende ingolosire i potenziali clienti offrendo un branded button direttamente sul telecomando, semplificando l’utilizzo della piattaforma. Rakuten Tv nasce in Spagna dall’esperienza della Wuaki. Il suo fondatore Jacinto Roca, riferendosi ai competitors, dichiara “non siamo in opposizione, ma volendo siamo complementari ad altri tipi di servizi come Netflix o Amazon Prime solo per citare i principali”.

La strada verso il successo, secondo Rocha, passa attraverso accordi con grandi produttori di apparecchiature televisive come Samsung Electronics, LG, Philips e Hisense. Il contenuto dell’intesa prevede l’introduzione di un pulsante dedicato sui telecomandi delle Smart Tv dei colossi industriali, semplificando la fruizione dell’offerta in streaming di Rakuten Tv.

Obiettivi ambiziosi sin da subito

Durante un’intervista al “Sole 24 oreJacinto Roca ha dichiarato  “puntiamo a raggiungere 30 milioni di case in Europa nei prossimi due anni, triplicando la nostra distribuzione da 12 ad oltre 40 paesi nel 2019”. Roca è convinto che l’introduzione del pulsante customizzato sui telecomandi degli apparecchi televisivi porterà al successo la Rakuten, consentendole di fare il salto di qualità che è mancato con la Wuaki, fondata dallo stesso Roca a Barcellona nel 2009. Rakuten Tv, infatti, è solo un cambio di denominazione della Wuaki, che è ora parte del colosso internet e dell’e-commerce giapponese Rakuten. Quest’ultima è main global partner del Barcellona Football Club e certamente ha i capitali per vincere la scommessa.

Un mercato affollato e pieno di sorprese

La nuova società si affaccia però in un cortile già affollato di agguerriti avversari, che conta oltre a Netflix ed Amazon Prime, anche fornitori come Timvision, Infinity, Chili, Now Tv. Tanti attori su di un palcoscenico che però attrae sempre più utenti, tanto che c’è chi intravvede un futuro dove le trasmissioni televisive tradizionali o via satellite spariranno, per cedere il posto alla fruizione di contenuti esclusivamente attraverso internet. Il grimaldello delle società che trasmettono in rete, ovviamente, è costituito dai prezzi di esercizio estremamente bassi e legati alla mancanza di infrastrutture trasmissive dedicate.

Innovazione nel pricing

Anche sul fronte delle tipologie di prezzo, Rakuten prevede di offrire non solo abbonamenti, ma anche utilizzo a consumo, sul modello di Chili Tv. In pratica gli utenti quando hanno voglia di guardare uno specifico contenuto pagano esclusivamente quello, restando svincolati dall’obbligo di un rapporto con il fornitore. Il modello è quindi quello degli app store come Google Play o iTunes. Roca, inoltre, intende puntare sulla qualità in 4K Hdr dei contenuti e dichiara “Quello che sappiamo di poter fare è creare una esperienza di visione il più possibile simile a quella cinematografica, Questo sarà sicuramente un punto a nostro vantaggio sul quale scommettiamo”.

Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.