RapidHit DNA: la tecnologia ultra rapida per le indagini genetiche
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RapidHit DNA è uno strumento tecnologico in grado di velocizzare i tempi dell’analisi genetica permettendo di ottenere il risultato in due ore. Il problema é che non può essere usata nel nostro paese

RapidHit DNA un’innovativa tecnologia in grado di velocizzare le analisi genetiche in sole due ore. La velocità del macchinario permetterà di velocizzare i tempi delle indagini investigative, però non é possibile l’utilizzo in Italia. Per poterla utilizzare nel nostro Paese sarà necessario una modifica nel metodo di valutazione del macchinario.

Sistemi giudiziari differenti e omologazioni

Le indagini giudiziarie sempre più spesso si avvalgono della genetica forense per stabilire indizi e prove di colpevolezza in base alle tracce biologiche. Poter disporre di un modo per determinare rapidamente se campioni biologici sono o meno compatibili con un determinato soggetto potrebbe rivoluzionare le tecniche di indagine tradizionali.

Questo macchinario è già in uso in America, ma non può essere utilizzata in Italia a causa del differente sistema giudiziario. Per consentire l’utilizzo anche nel nostro paese occorrerebbe addirittura una modifica nella legislazione italiana.

Test Genetici e indizi

La svolta ottenuta con il RapidHit DNA riguarda principalmente le indagini di tipo genetico. Le indagini genetiche sono utili per le diverse fasi investigative e con questa tecnologia sarà possibile in tempi rapidissimi dare risposte; infatti, é noto che le indagini sono procedure lunghe e laboriose, i cui risultati richiedono tempo e l’impiego di personale altamente specializzato e strutture laboratoristiche di livello elevato. Tali tempi lunghi sono però spesso incompatibili con le indagini, le cui prime fasi sono spesso decisive.

Vantaggi della tecnologia sul campo

Il RapidHit DNA é uno strumento in grado di processare campioni biologici repertati provenienti sia da viventi che da oggetti con interesse investigativo (ad esempio, un coltello rinvenuto sulla scena del crimine sporco di sangue). Lo strumento può processare sino a 8 campioni biologici alla volta ed è in grado di stimare un profilo genetico molto specifico.

L’uso del RapidHit DNA ha diversi vantaggi fondamentali: risultati disponibili in sole 2 ore; portabilità del macchinario; l’operatore non deve necessariamente essere un genetista forense. Questo strumento è nato dalla necessità di poter disporre di una metodica per analisi genetiche certe, validate, nel minor tempo possibile, trasportabile sulla scena del crimine e che fosse, inoltre, uno strumento “alla portata di tutti gli operatori di PG”. Ovviamente il RapidHit DNA accontenta tutte queste richieste. Infatti, analizza campioni in sole 2 ore, è stato progettato per essere portatile e l’operatore che lo utilizza non necessita di particolare specializzazione. L’utilizzatore, infatti, non deve fare altro che campionare la scena del crimine ed inserire il materiale genetico nello strumento. Quest’ultimo eseguirà tutte le analisi necessarie rilasciando i risultati.

Legale negli USA, illegale in Italia

Tutto sempre ideale per semplificare il lavoro della nostra polizia, tuttavia questa attrezzatura non potrà essere utilizzata dalla nostra “Scientifica, mentre è realtà in America.

Il sistema giuridico americano ha istituito il sistema CODIS come banca dati del DNA. Lo strumento “RapidHit DNA” è omologato per inserire i risultati ottenuti direttamente nella banca dati nazionale americana. Ciò consente un rapido ed efficace riscontro dei “match” tra il profilo genetico derivante dal campione biologico analizzato e quelli di riferimento, già presenti in banca dati, ovvero acquisiti da soggetti di interesse nell’atto dell’attività investigativa.

Diverse sentenze americane hanno riconosciuto pieno diritto e legittimità dell’uso di tale strumento in contesto investigativo, giungendo a riconoscere la possibilità di utilizzare tali risultanze genetiche quali “prove” per la condanna dell’imputato.

Se tutto questo è una realtà nel contesto americano, non può esserlo in quello italiano, od europeo in genere. Nel particolare caso dell’Italia, le analisi su campioni biologici, spesso di natura non ripetibile, sono tutelate e disciplinate dall’articolo 360 c.p.p., che prevede l’avviso alle parti coinvolte nell’indagine (indagato, se identificato, e parti offese) che hanno facoltà di nominare un consulente tecnico che partecipi allo svolgimento dei test non ripetibili. Se l’avviso ad alcuna delle parti è omesso, la giurisprudenza italiana ha più volte dichiarato nulli i risultati perché, di fatto è stato negato il diritto alla difesa del soggetto imputato/indagato. È per questo motivo fondamentale che il RapidHit DNA non potrà essere utilizzato in Italia.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.