A. K. Razumovsky primo ambasciatore russo a Napoli
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A. K. Razumovsky fu il primo ambasciatore russo a risiedere a Napoli. Scopriamone di più insieme 

La Russia e Napoli hanno un legame profondo e di lunga data. Basti pensare a Carlo Domenico Rossi, architetto napoletano che ha realizzato diversi edifici a San Pietroburgo in stile neoclassico (Palazzo Michajlovskij ad esempio) o i dieci giorni trascorsi da Lenin nell’isola di Capri (giugno 1910). Una storia lunga dunque ma come ebbe inizio, ufficialmente, questa sinergia che arriva fino ai giorni nostri? 

Da parte russa senz’altro dobbiamo riconoscere un grande ruolo a Andrei Kirillovych Razumovsky, primo ambasciatore dell’Impero Russo nel Regno di Napoli (tra il 1779 e il 1784). 

Origini di Razumovsky 

Razumovsky, o Rozumowsky in russo, nacque in Ucraina il 22 ottobre del 1752. Terzo figlio dell’ultimo atamano dell’esercito zaporoziano (Kirill) faceva parte di un’antica e nobile famiglia cosacca, tanto da essere prima Conte per poi ottenere il titolo di Principe (grazie ai suoi talenti diplomatici). Andrei fu un grande diplomatico e appassionato di musica, tanto da diventare amico e protettore di Ludwig van Beethoven

Nel 1769 entrò nella Marina Imperiale Russa, fino ad arrivare a guidare la fregata “Caterina”. Passò alla diplomazia, e a Napoli, a causa di un’amicizia scomoda: A. K. Razumovsky era infatti amico dello zarevich Paolo Petrovich (figlio dell’Imperatrice Caterina II). 

Visto che tra il figlio e l’augusta imperatrice non scorreva buon sangue il povero conte fu prima allontanato da San Pietroburgo, nel 1776, per poi tre anni dopo essere inviato a Napoli, in qualità di primo ambasciatore russo presso la Corte borbonica. 

Il Conte a Napoli

Carlo di Borbone divenne Re di Napoli il 15 maggio del 1734, il Sud Italia tornava indipendente dopo secoli di dominazione straniera. L’influenza spagnola rimase ancora molto forte, soprattutto in politica estera, per molto tempo ancora. Basti pensare che fu soltanto con suo figlio Ferdinando IV (sovrano dal 1759) che si iniziò ad avere una certa autonomia anche in questa branca così vitale della politica. 

Napoli e la Sicilia erano di vitale importanza per il controllo del Mediterraneo. Visto che la Russia zarista aveva ampi interessi in questa zona del globo, nel 1779 decise di realizzare la prima vera ambasciata permanente in Italia a Napoli. 

Razumovsky risiedette vicino all’attuale Piazza Trieste e Trento, vicinissimo quindi al centro della vita politica partenopea, rappresentata dal Palazzo Reale

Il Conte Razumovsky riuscì presto ad ottenere il favore dell’onnipotente consorte di Ferdinando, la Regina Maria Carolina d’Austria. Se inizialmente fu lui a condurre il gioco delle influenze, presto dovette soccombere alla forte personalità della potente sovrana, o così dovette sembrare a San Pietroburgo visto che sembra in certi frangenti abbia disobbedito alle precise istruzioni di Caterina II. 

Congresso di Vienna (Fonte Wikipedia)

Fine dell’ambasciata

Nel 1784 il Conte dovette lasciare Napoli per un nuovo incarico, nel 1792, in qualità di ambasciatore russo a Vienna. 

Il suo più alto trionfo fu rappresentato dal Congresso di Vienna dove fu uno dei protagonisti. 

Per quanto riguarda Napoli, il lavoro di Razumovsky è ancora leggibile ai nostri giorni: basta vedere il legame, culturale ed economico, che lega Partenope con il paese più vasto al mondo. 

 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.