Reddito di cittadinanza, in Campania e Sicilia le richieste maggiori. Fonte atlanticoquotidiano.it
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Circa il 56% dei nuclei beneficiari è residente al Sud e nelle isole, mentre circa il 28% è residente nel Nord

La maggior parte dei beneficiari del reddito di cittadinanza sarà in Campania e Sicilia.

L’Istat e l’Ufficio parlamentare di bilancio parlano di un coinvolgimento di circa tre milioni e mezzo di persone, in gran parte residente proprio in queste regioni.

Reddito di cittadinanza, la distribuzione territoriale

L’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) evidenzia la distribuzione territoriale del reddito di cittadinanza.

La distribuzione regionale evidenzia l’incidenza più alta dei percettori di reddito di cittadinanza in Sicilia e Campania, rispettivamente 12,6% e 12,5%, seguite da Calabria 11,2% Sardegna 8,9 % e Puglia 7,7%.

Le regioni con una incidenza dei precettori più bassa sono il Trentino-Alto Adige 1,8% e il Veneto 2,4%.

L’incidenza dei beneficiari risulta essere sensibilmente più bassa al Centro e al Nord, sia in relazione al totale della popolazione, sia con riferimento ai nuclei in povertà assoluta.

Attenzione però, questo non significa necessariamente che la maggior parte delle risorse andrà al Mezzogiorno d’Italia.

L’UPB, infatti, segnala che il differenziale più elevato lo si riscontra, come prevedibile, tra i residenti nelle aree metropolitane del Nord e i residenti in piccoli centri del Sud, dove il costo della vita risulta di oltre il 32% più basso.

Si stima che l’applicazione di soglie diversificate sulla base dei differenziali nel costo della vita stimati dall’Istat nel calcolo delle soglie di povertà possa, a parità di costo complessivo, comportare una riduzione di circa il 13% delle risorse destinate al Mezzogiorno e una loro riallocazione prevalentemente al Nord.

Non dimentichiamo dell’incidenza degli stranieri, l’esclusione di una parte di loro contribuisce a ridurre la diffusione del reddito di cittadinanza soprattutto al Nord.

Reddito di cittadinanza in Campania e Sicilia la maggior parte dei fondi

Reddito di cittadinanza, obblighi e divieti

I beneficiari del reddito di cittadinanza:

  • saranno obbligati ad accettare la proposta di lavoro solo se il salario sarà di 858 euro al mese;
  • dovranno svolgere nel Comune da un minimo di 8 a un massimo di 16 ore complessive settimanali di servizi utili per la collettività.

Non dimentichiamoci neanche dei divieti, c’è una forte lotta contro i cosiddetti furbetti. Da Nord a Sud del paese sono tanti gli italiani che stanno attuando delle strategie per ottenere il beneficio, come il divorzio e il cambio residenza. L’interesse di queste persone è quello di abbassare il loro ISEE e avere più possibilità di soddisfare i requisiti.

Fatta la legge trovato l’inganno, citava un famoso detto. Sarà così anche in questo caso? Sembra di no, infatti è stato approvato l’emendamento che punta a evitare il divorzio come strategia per avere il reddito.

Tale emendamento non riguarderà le persone divorziate prima di settembre 2018.

Invece, chi si è separato dopo il primo settembre non potrà fare domanda per il reddito.

Un’altra categoria di furbetti, sono quelli che in queste settimane stanno facendo il cambio di residenza.

C’è stato un vero proprio boom di domande che ha fatto insospettire i vari uffici anagrafe del territorio e tal proposito è intervento proprio Luigi Di Maio “i cambi di residenza degli ultimi tre mesi non valgono. Per evitare che il reddito venga macchiato da alcuni furbetti del reddito di cittadinanza”.