La domanda per il reddito di cittadinanza si può effettuare anche telematicamente. Foto Delfi
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La domanda per il reddito di cittadinanza può essere presentata anche telematicamente presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o, dopo il quinto giorno di ciascun mese, presso gli uffici postali

Da oggi, mercoledì 6 marzo, sarà possibile presentare la domanda per il reddito di cittadinanza.

Chi lo richiederà entro il 31 marzo, avrà una risposta dall’INPS già dal 15 aprile e, se la domanda sarà accolta, il pagamento è previsto già da maggio.

Reddito di cittadinanza, rischio affollamento

La preoccupazione riguarda il rischio caos agli sportelli, e proprio per questo, la Posta ma anche i CAF hanno rivolto un appello ai cittadini di non accalcarsi il primo giorno, dato che c’è tempo per la richiesta.

Per evitare lunghe code e sovraffollamento le Poste intendono partire in ordine alfabetico, suddividendo così i cittadini nei vari giorni.

La richiesta, per fortuna, può essere fatta anche online tramite SPID (Sistema pubblico di identità Digitale). Lo SPID è il sistema di accesso che consente di utilizzare, con un’identità digitale unica, i servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati accreditati.

Per quanto riguardo la card, l’amministratore delegato di PostePay, Marco Siracusano, ha dichiarato:

“Abbiamo preparato una procedura via SMS o email con indicazione precisa di luogo e data in cui recarsi all’ufficio postale per ritirare la carta e il pin.”

La domanda per il reddito di cittadinanza parte oggi, 6 marzo. Foto Atlantico quotidiano

Reddito di cittadinanza, obbligo di lavoro per uno su tre

Un terzo dei beneficiari del reddito di cittadinanza avrà l’obbligo di sottoscrivere il Patto per il lavoro. Saranno circa 897 mila persone tra i 45 e i 64 anni, in prevalenza disoccupati e casalinghe, a aderire all’obbligo. Per tutti gli altri non ci sarà nessun vincolo lavorativo. Gli extracomunitari saranno circa 100 mila.

Entro 30 giorni dal riconoscimento del Reddito di cittadinanza, il beneficiario che ha l’obbligo di sottoscrivere il Patto è convocato:

  • dai Centri per l’Impiego per stipulare il Patto per il lavoro
  • dai servizi dei Comuni competenti per il contrasto alla povertà

Una volta avvenuta la convocazione, il beneficiario deve collaborare con l’operatore addetto alla redazione del bilancio delle competenze e rispettare gli impegni previsti nel Patto per il lavoro, tra i quali rientra quello di accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue.

La congruità dell’offerta di lavoro viene definita sulla base di tre principi (art. 25 del decreto legislativo 150/2015):

  1. coerenza tra l’offerta di lavoro e le esperienze e competenze maturate;
  2. distanza del luogo di lavoro dal domicilio e tempi di trasferimento mediante mezzi di trasporto pubblico;
  3. durata dello stato di disoccupazione.

Reddito di cittadinanza, le indicazioni dell’ISTAT

Tramite il dossier “Disegno e stima della platea dei beneficiari del Reddito di cittadinanza secondo il modello di microsimulazione dell’Istat”, quest’ultima fa una analisi territoriale dei beneficiari:

“Tra le famiglie beneficiarie, 752 mila vivono nel Mezzogiorno, 333 mila al Nord e 222 mila al Centro. L’analisi della quota delle famiglie beneficiarie sul totale delle famiglie residenti evidenzia come la quota attesa di famiglie beneficiarie del RDC sia pari al 9,0% delle famiglie nel Mezzogiorno, 4,1% al Centro e 2,7% al Nord. Nel 2017 l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie era pari al 10,3% nel Mezzogiorno, 5,4% al Nord e 5,1% al Centro.”

Tutto ciò che c’è da sapere sul Reddito è consultabile al seguente link: https://www.redditodicittadinanza.gov.it/