Le grandi aziende automobilistiche sono interessate alla rete 5G
Le grandi aziende automobilistiche sono interessate alla rete 5G
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La rete 5G rappresenta il futuro dell’economia aziendale globale e la Germania non vuole e non può rimanere indietro rispetto agli altri competitors

Berlino è molto interessata ad allacciare il suo sistema economico alla rete 5G, che permetterà di rendere le proprie infrastrutture informatiche più sicure, più veloci e più salde. Per un’Industria 4.0 al massimo del suo potenziale.

Sarà possibile collegare tra loro qualsiasi tipologia di intelligenza artificiale con ogni tipo di apparecchiatura, sistema e automa.

In pratica, l’Industria 4.0 che si sposa con la rete 5G.

Come ci si connette con la rete 5G
Come ci si connette con la rete 5G

Le principali case automobilistiche tedesche si stanno già muovendo

In Germania le aziende maggiormente interessate a sfruttare, al massimo grado possibile, il connubio tra la rete 5G e l’Industria 4.0 sono le case automobilistiche.

La Volkswagen, la Daimler AG, l’Audi e la BMW (sigla tedesca per Bayerische Motoren Werke) sono pronte a connettere i loro relativi imperi industriali con le reti private 5G e LTE (dall’inglese Long Term Evolution).

E il Mondo?

Da recenti studi è probabile che, entro l’anno 2021, in tutto il globo si spenderà circa 5 miliardi di dollari, per entrambe le reti.

I campi sui quali si può investire e praticamente infinito. Dalla Difesa al sistema sanitario, dall’Internet delle cose alla realtà aumentata e virtuale, dallo sviluppo delle energie rinnovabili alla ricerca universitaria.

Collegamento Rete 5G
Collegamento Rete 5G

Germania, Huawei e 5G

La politica tedesca ha deciso di intervenire, direttamente e pubblicamente, sull’opportunità o meno di far partecipare Huawei Technologies Co. Ltd. allo sviluppo infrastrutturale della rete 5G in Germania.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha richiesto, formalmente, a Ren Zhengfei (patron di Huawei) tutte le necessarie garanzie per evitare che le informazioni tedesche non finiscano in mano alle autorità politiche cinesi.

L’astuta mossa tedesca deriva dalla constatazione, de facto, che Huawei non può fornire le garanzie richieste dalla Merkel.

In Europa Settentrionale

In contemporanea a questa vicenda, la Danimarca e la Norvegia hanno agito al fine di contenere il supposto pericolo cinese.

La prima ha deciso di espellere due funzionari di Huawei non in regola con i necessari permessi per risiedere e lavorare a Copenaghen.

In Norvegia, il locale servizio di spionaggio interno ha avvisato Oslo di non permettere che l’impresa, che gestisce la rete norvegese in 4G , venga utilizzata da Pechino per attività di spionaggio.

Gli Stati Uniti e la Nato sono in allerta nei confronti del gigante asiatico.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.