Riace Mimmo Lucano
Mimmo lucano è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Locri
adv

Ancora guai giudiziari per il sindaco di Riace Mimmo Lucano. L’accusa è di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e irregolarità sulla gestione dei fondi

La Procura di Locri, quando sembrava essersi risolta la questione dei migranti di Riace,  ha rinviato a giudizio il sindaco sospeso Mimmo Lucano.

Ripercorriamo brevemente i passi di questa vicenda giudiziaria.

Riace: i procedimenti giudiziari nei confronti di Mimmo Lucano

La Procura di Locri indagò, nell’ottobre 2017, il sindaco in merito alla gestione del sistema dell’accoglienza.

I reati contestati erano: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato e dell’Unione europea, concussione e abuso d’ufficio.

Ad un anno di distanza, viene messo agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti, il giudice dichiara però infondate le accuse di concussione, truffa allo stato e abuso d’ufficio.

La gestione dei fondi fu considerata semplicemente superficiale ma non si ravvisò alcun comportamento illecito.

Rimasero le accuse di aver collaborato ad un matrimonio combinato per far ottenere il permesso ad una donna nigeriana di rimanere a Riace e di aver forzato la procedura per assegnare la gestione rifiuti.

Ricordiamo, inoltre, che il prefetto lo sospese da Sindaco. Sospensione tutt’oggi in vigore, infatti il paese è guidato dal vicesindaco.

Il 16 ottobre 2018 il tribunale del Riesame revoca i domiciliari a Mimmo Lucano, ma impone il divieto di dimora a Riace.

Con il ricorso in Cassazione, il 26 febbraio di quest’anno, Lucano viene prosciolto dagli illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti e viene annullato il divieto di dimora. Si mette in dubbio anche il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il nuovo procedimento nei confronti del sindaco sospeso

Nonostante la Cassazione ha smontato parte delle accuse, il giudice dell’udienza preliminare di Locri ha rinviato in giudizio il sindaco di Riace, ora sospeso, e altri 25 indagati.

La prima udienza del processo è fissata per l’11 giugno.

I reati che la Procura di Locri gli contesta fanno riferimento all’inchiesta “Xenia” della Guardia di finanza. Secondo gli inquirenti, sarebbe coinvolto in un’associazione a delinquere ai danni dello Stato per la gestione dei fondi destinati all’accoglienza.

Le accuse riguardano proprio i soldi arrivati a Riace per i migranti. Lucano sarà processato per abuso d’ufficio e concussione. Dovrà rispondere, inoltre, dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e truffa con danno patrimoniale.

Riace Mimmo Lucano
Il modello Riace sull’immigrazione ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. Foto da National Geographic Italia

Le dichiarazioni di Mimmo Lucano

Il sindaco sospeso, fortemente amareggiato, è intervenuto con la seguente dichiarazione dopo la scoperta del suo rinvio a giudizio:

“Sono senza parole. Sono stato rinviato a giudizio anche per i capi di imputazione che la Cassazione ha demolito. Evidentemente quello che vale a Roma non vale a Locri. Ma vado avanti con coraggio, la verità si farà luce da sola”.

Che cos’è il modello Riace?

È il sistema di accoglienza che, il sindaco di Riace, Mimmo Lucano ha messo in pratica nel piccolo paese calabrese.

Tale modello consiste: nell’aderire al sistema SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), ottenere fondi regionali per la ristrutturazione delle case dismesse e attraverso le associazioni dare accoglienza e ospitalità ai rifugiati e ai richiedenti asilo che potranno lavorare nel comune attraverso laboratori artigianali.