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Il Paese che fa passi da gigante nell’utilizzo del riconoscimento facciale come misura di sicurezza, che dissemina telecamere di videosorveglianza in giro per le strade delle principali metropoli, sta mettendo a punto un nuovo sistema di sorveglianza

La polizia cinese di Pechino e Shanghai ha intrapreso la sperimentazione della “Gait recognition“, ovvero “Riconoscimento della camminata“: si tratta di un nuovo software in grado di riconoscere una persona dal modo in cui cammina (o dal profilo del suo corpo).

La tecnologia (che non è nuova e viene applicata in diverse parti del mondo, non solo in Cina) è prodotta da una società di sorveglianza cinese, la Watrix. Guardando un video, il software consente di riconoscere una persona dalla camminata anche a 165 piedi di distanza (circa 50 metri).

A nulla serve assumere posizioni strane, simulare andature zoppicanti o indossare una maschera: la “Gait recognition”, infatti, analizza il corpo nella sua interezza e non si lascia ingannare. L’azienda garantisce una accuratezza di riconoscimento del 94%, ma il calcolo è effettuato su video pre-acquisiti, non in tempo reale.

I rischi

Secondo il CEO di Watrix, Huang Yongzhen, la nuova tecnologia non solo sarà un’arma preziosa per la polizia, ma aiuterà tutti i cittadini cinesi, per esempio identificando rapidamente un anziano che inciampa e cade (in modo da chiamare i soccorsi). Tuttavia, sono in molti a credere che questo software minacci la privacy della gente comune.

Da un lato, la “Gait recognition” offre la possibilità di rintracciare velocemente i criminali, agevolando le forze dell’ordine nel controllo delle strade (le attuali telecamere di sicurezza spesso necessitano di immagini ad alta risoluzione e di una capacità di ingrandimento notevole per poter effettuare un riconoscimento), dall’altro, determina il rischio che il governo cinese se ne serva regolarmente come strumento di controllo.

Raccolta fondi

Timori a parte, il software targato Watrix sembra candidarsi a diventare un detective infallibile: gli addetti ai lavori hanno già raccolto 14,5 milioni di dollari per finanziare le ricerche.

Al momento i test sono circoscritti alla microcriminalità, per esempio al riconoscimento di un fuggitivo tra la folla.

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I miei genitori mi diedero due nomi, Giovanni e Luca: idea elegante, ma poco pratica. Per fortuna, rimediarono soprannominandomi in modo più semplice Gianluca. Ho 38 anni e sono un ragazzo della provincia: Palma Campania, precisamente; scoprire dove si trovi è una sfida avvincente. La mia attività principale è subire le conseguenze dell'essermi abilitato giornalista professionista. Dopo aver maturato alcune esperienze in redazioni radio e TV, oggi scrivo di spettacoli, televisione e teatro principalmente, sebbene ami molto di più il cinema: l'importante nella vita è fare scelte coerenti. Per PSB Privacy e Sicurezza, mi occupo di tecnologia e video game, mantenendo l'obiettivo di informare e, nel contempo, aprire una finestra di aria fresca e leggera sulle notizie.