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Riconoscimento facciale: la tecnologia contro il razzismo negli stadi

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Riconoscimento facciale
Il riconoscimento facciale arriva anche negli stadi

Per combattere gli episodi di razzismo e violenza negli stadi scende in campo la tecnologia con il riconoscimento facciale per individuare i responsabili

Uno delle problematiche più gravi all’interno degli stadi italiani è il razzismo che a breve si potrà combattere tramite la tecnologia del riconoscimento facciale. Come funzionerà? A tal proposito è intervenuto l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ma prima capiamo come funziona questo strumento.

Riconoscimento facciale: come identificare una persona

Il riconoscimento facciale è una tecnica di intelligenza artificiale adoperata per identificare o verificare l’identità di una persona a partire da una o più immagini che la ritraggono. Utilizzata in svariate applicazioni, identifica i volti umani nelle immagini digitali ignorando tutto quello che non rappresenta una faccia, come edifici, alberi, corpi, ecc. Il riconoscimento facciale può essere utilizzato in tempo per riconoscere facilmente e istantaneamente chi è la persona che si trova di fronte a una videocamera o un altro dispositivo. Da un po’ di tempo anche uno dei social più popolari come Facebook, ha utilizzato questa tecnologia. Il servizio riconosce in automatico le persone nelle foto caricate, ma questo ha anche creato non poche polemiche sulla privacy.

La Lega Serie A in campo contro il razzismo

Negli stadi come può essere applicata questa tecnologia? A rispondere a questa domanda è intervenuto l’amministratore delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, partecipando all’Ey Digital Summit (serie di convegni di approfondimento di tecnologia, intelligenza artificiale) di Capri: “Negli stadi ci sono i razzisti e noi li andremo a prendere uno a uno. La tecnologia lo consente. La Lega Serie A utilizzerà l’innovazione tecnologica per combattere il razzismo negli stadi. In particolare, ci sarà un sistema di riconoscimento visivo che ci consentirà di individuare i soggetti responsabili di atti di discriminazione e violenza. Andremo a prendere queste persone e faremo in modo che non entrino più in uno stadio italiano”.

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.