RimWorld, follia procedurale
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RimWorld è uno dei videogiochi più fuori di testa dell’ultimo decennio: scopriamo insieme il come e il perchè

 

Un gioco sviluppato in maniera procedurale è un gioco dotato di un’intelligenza artificiale che si occuperà, rispettando determinati parametri imposti dagli sviluppatori, di generare un’infinita scelta di mondi e storie nel giro di pochi secondi. Sulla proceduralità applicata ai videogiochi si è basato, ad esempio, lo sviluppo di quel clamoroso flop che fu No Man’s Sky, la cui intelligenza artificiale creava dal nulla pianeti generati in modo completamente casuale, tutti da esplorare e scoprire prima di abbandonare il tutto in preda alla noia più mortale. Qualcosa di simile, ma dagli sviluppi completamente diversi, fa questo RimWorld, ma tranquilli: la noia, qui, non è di casa.

Infinite possibilità

Non sapremo mai cosa aspettarci all’inizio di una nuova avventura in RimWorld. Magnati del petrolio, profughi su un pianeta artico, cantanti rock, ingegneri nudisti, vip naufragati sono solo alcune delle miriadi di personaggi che potremmo essere chiamati a guidare alla scoperta del mondo circostante. Ciò che è certo è soltanto il numero di personaggi con cui inizieremo la nostra avventura: tre, non uno in più, non uno in meno, qualunque sia la situazione di partenza. Ai personaggi a nostra disposizione assegneremo delle azioni da compiere: queste attività, salvo un nostro intervento, saranno svolte in totale automatismo, che si tratti di esplorare, ricercare materiali, costruire, allevare, coltivare e così via, proprio come in un qualunque strategico o gestionale. Fin qui tutto normale, ed è proprio qui che entra in gioco la follia chiamata in causa nel titolo di questa nostra recensione: le variabili che contribuiranno all’avanzare del gioco sono, infatti, assolutamente imprevedibili. Prepariamoci, dunque, a gestire coloni depressi, vanitosi, irascibili o schizofrenici così come rapimenti, invasioni, orde di pirati all’arrembaggio della nostra povera colonia di sopravvissuti e tanto altro ancora. Ad ogni nuova partita ci si aprirà un’infinità di situazioni da affrontare, in buona parte assolutamente non preventivabili da una mente umana che ancora non abbia perduto il senno, ma tutte dannatamente divertenti.

Il comparto tecnico

RimWorld, lo si può capire dando un’occhiata ai requisiti minimi richiesti, non è un gioco che punta a strabiliare dal punto di vista tecnico. La grafica elementare e la visuale dall’alto risulteranno sicuramente familiari a chi ha dimestichezza con gestionali e strategici, ma anche con qualche jrpg vecchia scuola. Tutto, però, è perfettamente funzionale allo stile del gioco: mai ci ritroveremo a desiderare una grafica più pompata, anzi, sarà più facile provare il desiderio di benedire i soli 4 GB di RAM e i 500 MB di Hard Disk necessari per far girare il gioco senza problemi. Risultano un po’ ostici, inizialmente, i comandi, ma farci la mano è tutt’altro che impresa impossibile.

Che cos’è RimWorld?

Domanda dalla risposta non scontata. RimWorld è una folle commistione di elementi: un po’ sandbox, un po’ roguelike, un po’ survival, un po’ strategico, un po’ gestionale, ma soprattutto tanto sano nonsense ed una buona dose di pazzia. È un Harvest Moon fantascientifico, un Terraria con seri problemi mentali, un Minecraft per gente con poco buonsenso, un The Sims in 2D nel quale potremmo trovarci a gestire cittadini che provano l’irrefrenabile impulso di chiudersi in un frigorifero o di uccidere i propri compagni di avventura. RimWorld, insomma, è tutto fuorché prevedibilità. Nonostante il prezzo un po’ alto per un’indie (il costo su Steam è di 26,99 euro) non possiamo che consigliarne vivamente l’acquisto. In un periodo storico in cui il mondo videoludico è popolato di remaster e remake, follie del genere non possono che essere una necessaria boccata d’aria nuova.

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.