La risonanza magnetica è pericolosa per chi ha un tatuaggio
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Un team tedesco di scienziati ha studiato i possibili effetti collaterali della risonanza magnetica sulle persone che hanno almeno un tatuaggio

I tatuaggi rappresentano, per molti aspetti, un tema socialmente rilevante. Sempre più diffusi ed amati, soprattutto tra i giovanissimi, altrettanto spesso sono al centro di questioni controverse. Di recente ha avuto grande risalto mediatico, ad esempio, l’appello di un giovane che stava riscontrando grosse difficoltà a trovare opportunità di lavoro, avendo il viso ricoperto da numerosi tatuaggi.

Al di là di questioni etiche, affrontiamo oggi la materia sotto l’aspetto scientifico: possedere uno o più tatuaggi può essere pericoloso nel caso di esami clinici particolari? Di seguito riportiamo i risultati di uno studio condotto dagli scienziati dell’ente pubblico di ricerca scientifica tedesco Max Planck Institute, che hanno indagato su possibili effetti negativi della risonanza magnetica sulla pelle coperta da un tatuaggio.

Tatuaggi e risonanza magnetica: quali potrebbero essere i fattori di rischio?

Lo studio condotto dal team di scienziati tedesco è iniziato nel 2011 ed ha avuto la durata di 8 anni. Si tratta della prima ricerca sistematica condotta sui possibili rischi della risonanza magnetica per chi ha un tatuaggio. Alla base alcuni casi isolati di pazienti che, a seguito della Rmi, avevano lamentato qualche disturbo: formicolii, bruciore o irritazioni, sensazione di fastidio. In un numero limitatissimo di casi, qualche paziente aveva persino riportato ustioni più o meno gravi sulla parte di pelle tatuata. Si tratta di percentuali irrilevanti se rapportate all’elevatissimo numero di persone che hanno un tatuaggio, ma che meritavano comunque un’indagine più approfondita.

risonanza magnetica tatuaggi

Le possibili interferenze negative della risonanza magnetica sulla pelle tatuata possono dipendere da due fattori. Il primo: l’attrazione del magnete verso i metalli. Come ben sanno tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno effettuato una Rmi, quando la si è effettua non è possibile indossare oggetti metallici. Non può fare una risonanza chi abbia protesi o altri dispositivi metallici all’interno del proprio organismo. Allo stesso modo l’inchiostro usato per il tatuaggio, se ferroso, potrebbe subire l’attrazione del magnete. Ciò procurerebbe al paziente una sensazione di fastidio o tensione, come se la pelle venisse tirata.

Altro fattore di rischio è costituito dalla conduttività dei pigmenti colorati usati nei tatuaggi. Questi sono conduttivi e potrebbero surriscaldarsi assorbendo l’energia del campo magnetico generata durante una risonanza, provocando bruciori o addirittura ustionando la pelle del paziente.

Tatuaggi e risonanza magnetica: i risultati dello studio degli scienziati del Max Planck Institute

La ricerca degli scienziati tedeschi ha coinvolto 330 persone, che hanno accettato di sottoporsi ad una risonanza magnetica per motivi di studio. Per minimizzare i fattori di rischio, si è stabilito che i volontari avessero tatuaggi della grandezza massima di 20 cm e che la percentuale di pelle tatuata sul corpo non fosse superiore al 5%. I risultati dello studio sono rassicuranti e tranquillizzano le persone tatuate che debbano effettuare una risonanza magnetica. Confermata, comunque, l’esistenza di un rischio “molto basso” di qualche effetto collaterale, quasi esclusivamente di modesta entità.

Tutti i pazienti coinvolti nella ricerca hanno potuto effettuare la risonanza senza riscontrare alcun effetto collaterale rilevante. In un unico caso, il paziente ha avvertito uno “spiacevole formicolio” che è regredito spontaneamente nelle 24 ore successive, senza bisogno di trattamento medico.