Risug: contraccettivo maschile per eccellenza sta per essere approvato
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Una valida alternativa alla vasectomia

Un’iniezione che permetterà ad un polimero di sostituire reversibilmente la vasectomia. L’India potrebbe essere il primo paese mondiale ad approvare la metodica come metodo di contraccezione.

Il contracettivo maschile Risug

È in fase di approvazione il nuovo contraccettivo maschile che consiste nell’iniezione nei dotti deferenti maschili di un polimero che ha una funzione simil-vasectomia e con un’efficacia del 97%. La procedura è molto semplice: basta un’iniezione inguinale e basta bambini per i successivi anni! La metodologia Risug (Reversible Inhibition of Sperm Under Guidance) è stata sperimentata dall’Indian Council of Medical Research (Icmr), e ora,  superati i test preliminari, si va verso l’approvazione da parte del Drug Controller General of India (Dcgi). Si tratta di un’alternativa alla vasectomia, ma REVERSIBILE!

Il polimero utilizzato perde di efficacia nel tempo e gli spermatozoi possono essere nuovamente ricongiunti al liquido seminale in modo da ripristinare la fertilità. Affinché il primo contraccettivo maschile venga immesso sul mercato probabilmente potranno volerci solo 6-7 mesi.

Il contraccettivo di cui si parlava da tempo

Della metodica Risug se ne parlava già da diverso tempo. Sicuramente è un’alternativa reversibile e meno invasiva (ma comunque di più di un pillolo) alla tradizionale vasectomia. Il polimero permette agli spermatozoi di restare bloccati all’interno dei testicoli, impedendone quindi la miscelazione con il resto del liquido seminale in modo da rendere, se non impossibile, molto improbabile il concepimento.

Lo studio

La fase tre dello studio clinico, ha coinvolto 303 uomini e ha di fatto registrato un’efficacia del 97,3% senza effetti collaterali significativi.

La procedura del Risug indiana prevede un’iniezione a livello del pube di un polimero creato addirittura nel 1970 all’Indian Institute of Technology. “L’Icmr ha cercato di trasformarlo in un prodotto per uso di massa dal 1984 e ora, dopo prove esaustive, è pronto “, ha spiegato il dottor Sharma responsabile del progetta all’Icmr.

La palla (letteralmente) adesso passa nelle mani degli esperti del Drug Controller General of India, che con la dovuta attenzione dovranno valutare i risultati delle sperimentazioni ed esaminare tutti gli aspetti connessi alla fabbricazione e alla somministrazione, così da non sollevare dubbi sulla qualità del nuovo contraccettivo.

Una battaglia a chi arriva primo

Gli indiani dovranno stare attenti a non farsi cogliere da ansia da prestazione: se filerà tutto liscio (secondo un portavoce della Dcgi potrebbero volerci circa 6-7 mesi per ricevere l’approvazione) l’India batterà sul tempo gli Stati Uniti, dove sono in corso studi clinici per una metodologia simile, nota come Vasalgel. Questo ultimo prodotto è anch’esso un gel contraccettivo di lunga durata e reversibile (con principio attivo l’acido stirene-maleico) e la sua azione dura per circa 12 mesi.

Attenzione alle malattie veneree

È comunque da rilevare che per entrambe le soluzioni, indiana e statunitense, tale forma di contraccezione non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.

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Nata a Napoli nel 1993, Federica Amodio è laureata magistrale in Scienze e Tecnologie Genetiche presso il centro di ricerche genetiche BIOGEM 110 con lode. La sua tesi di laurea, verte sui meccanismi di regolazione del gene Zscan4 da parte dell’acido retinoico nelle cellule staminali embrionali murine. L’espressione di questi geni regolano le prime fasi per lo sviluppo degli embrioni. Per lungo tempo ha collaborato con il centro per una pubblicazione scientifica inerente al suo progetto di tesi.