Grazie alle più moderne tecnologie sono stati effettuati, in questo scorcio del 2018, importanti ritrovamenti archeologici negli Scavi di Pompei, Campania
Grazie alle più moderne tecnologie sono stati effettuati, in questo scorcio del 2018, importanti ritrovamenti archeologici negli Scavi di Pompei, Campania
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Grazie alle più moderne tecnologie sono stati effettuati, in questo scorcio del 2018, importanti ritrovamenti archeologici negli Scavi di Pompei, Campania

Il lavoro di Massimo Osanna, Direttore degli Scavi di Pompei, è veramente encomiabile. Nato il 24 maggio del 1963, cinquantacinque anni, è uomo che sa apprezzare la tecnologia, fondamentale strumento per conseguire scoperte archeologiche sin dai tempi dei primi ritrovamenti avvenuti a Ercolano e Pompei nel XVIII Secolo.

Gli strumenti tecnologici, ovviamente, si sono evoluti nel corso del tempo. Proprio grazie a queste moderne strumentazioni è stato possibile, recentemente, prima individuare e poi portare alla luce importanti reperti archeologici presenti negli Scavi di Pompei.

Oggi, 27 dicembre, vi parleremo di uno di questi.

Il cavallo bardato

In una villa situata nella zona a Nord di Pompei, nei pressi di via Parrelle Civita Giuliana, è stato ritrovato un cavallo, riccamente bardato, probabilmente di proprietà di un comandante o di un magistrato militare. Lo stallone è stato ritrovato, insieme con altri cavalli, ancora legato nella stalla.

Massimo Osanna è stato intervistato il 23 dicembre dall’ANSA, alla quale ha rivelato quest’importante scoperta.

Proprio a causa del cavallo, la villa è ora conosciuta come Tenuta del Sauro Bardato.

La terribile fine del cavallo

Molto probabilmente era stato preparato per permettere al suo padrone di arrivare il più velocemente sul luogo del disastrato, per prestare i primi soccorsi alla popolazione atterrita, in quel lontano 79 D. C.

Il Vesuvio. Grazie a lui possiamo ammirare l'Antica Pompei
Il Vesuvio. Grazie a lui possiamo ammirare l’Antica Pompei

Molto probabilmente il cavallo morì o a causa delle ceneri che lo avrebbero soffocato oppure a causa dello choc termico provocato dalla colata piroclastica, ovvero la fuoriuscita di gas ad altissime temperature e materiale magmatico che discende da un vulcano a velocità molto elevata.

La Tenuta del Sauro Bardato agli Scavi di Pompei

La Tenuta del Sauro Bardato è stata scoperta agli inizi del Novecento ma ben presto fu rinterrata, molto probabilmente a causa dei tombaroli. Proprio a causa delle criminali attività di questi ultimi, le autorità giudiziarie e di Polizia hanno svolto un’indagine su alcuni scavi clandestini.

Seguendo questi scavi clandestini è stato deciso, da parte della Direzione degli Scavi di Pompei, di riaprire la Tenuta del Sauro Bardato.

Osanna ha tenuto a precisare, nella già citata intervista, la grande importanza della tenuta, pari alla famosa Villa dei Misteri.

Nei laboratori del parco archeologico un team di esperti sta effettuando la pulizia del reperto, così da poter studiare i pregiati finimenti del sauro e i frammenti dell’eccezionale sella di bronzo e legno.

Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.