La rivoluzione del 1820-1821
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Nel carcere borbonico di Avellino si terrà questo pomeriggio un convegno sul Bicentenario della Rivoluzione del 1820-1821

A partire dalle ore 16:30, oggi 1° luglio 2020, si svolgerà ad Avellino, nel carcere borbonico, un importantissimo convegno dal titolo: “1 Luglio 1820 – 1 Luglio 2020. Un Bicentenario da rivisitare. La Rivoluzione del 1820-1821 nel Regno delle Due Sicilie”. 

Ad organizzare la conferenza sono stati diversi importanti enti ed istituzioni campane: Società Napoletana di Storia Patria; Istituto per la Storia del Risorgimento – Comitato di Napoli; Comitato Irpino e Comitato di Caserta

L’evento ha il patrocinio morale della Provincia di Avellino, della Città di Avellino e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano

Sarà possibile seguire l’evento in diretta Facebook sulla pagina di “Bassa Irpinia“. 

1° Luglio del 1820: la Rivoluzione ha inizio

I moti rivoluzionari del biennio 1820-1821 ebbero il loro inizio il 1° gennaio del 1820 a Cadice, porto spagnolo dove truppe che dovevano partire per soffocare le rivoluzioni dell’America ispanica si ammutinarono chiedendo al monarca spagnolo, Ferdinando VII, la Costituzione di Cadice

Il 15 giugno 1820 fu la volta della Sicilia che mal sopportava l’unione con Napoli nel Regno delle Due Sicilie

A Napoli ad agire furono i militari afferenti alla Carboneria, forti dei successi ottenuti in Spagna. L’azione svoltasi tra la notte del 1° e il 2 luglio ebbe come capi il prete nolano Luigi Minichini, i sottotenenti Michele Morelli e Giuseppe Silvati. Tra i tre il più importante era Morelli, leader della sezione nolana della Carboneria. 

In questa fatidica giornata, Morelli si spinse con i soldati che si erano ammutinati: loro desiderio era quello di ottenere una Costituzione non di eliminare la Monarchia borbonica.

Iniziò così una vicenda che sarà tracciata nella conferenza di oggi pomeriggio. 

Interventi

Il convegno inizierà con i saluti delle autorità presenti e dei Presidenti della Società Napoletana di Storia Patria e dei Comitati dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. 

Carmine Pinto: 1820 – Una crisi globale

Luigi Mascilli Migliorini: 1820 – Una crisi europea

Marco Meriggi: La Costituzione

Francesco Barra: Avellino e la Rivoluzione del luglio 1820

Celestino Genovese: 1820 – Luoghi e personaggi visitati dalla narrativa

Renata De Lorenzo: “Moti” e “Rivoluzione”. Una tappa fra nazione napoletana e aspirazioni indipendentistiche.  

Una conferenza, dunque, che affronta una tematica ancora poco nota al grande pubblico ma di grande importanza per comprendere il nostro Risorgimento e, più in generale, le grandi ispirazioni che hanno portato avanti i principi immortali delle Rivoluzioni Americana e Francese. 

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.