Roberto_Gervaso (Fonte Wikipedia)
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Nel giorno della Festa della Repubblica è morto a Milano il giornalista Roberto Gervaso. A lungo fu il braccio destro di Indro Montanelli. Il suo lungo rapporto con la Storia

Era famoso per molte cose il compianto Roberto Gervaso. Esteticamente, per il suo eterno papillon, nel giornalismo per la sua volontà di ricercare sempre nuovi temi di cui parlare. 

Gervaso è morto ieri, 2 giugno 2020, all’età di 82 anni nella sua città d’adozione, Milano, vera capitale dell’informazione italiana insieme a Roma

Da venti anni soffriva di un tumore alla prostata

Il connubio con Indro Montanelli

Il suo nome resterà legato indissolubilmente con quello di un altro grande giornalista italiano: Indro Montanelli. Con lui, per i tipi della Rizzoli, scrisse sei volumi sulla Storia d’Italia

L’Italia dei secoli bui. Il Medio Evo sino al Mille (1965);

L’Italia dei Comuni. Il Medio Evo dal 1000 al 1250 (1966) vincitore del Premio Bancarella nel 1967; 

L’Italia dei secoli d’oro. Il Medio Evo dal 1250 al 1492 (1967);

L’Italia della Controriforma (1968);

L’Italia del Seicento (1969);

L’Italia del Settecento (1970). 

Non solo perché seguì il suo Maestro anche ne Il Giornale. Un legame profondo e fatto di stima reciproca, se no Gervaso non avrebbe mai potuto collaborare con una personalità così puntigliosa e precisa nel lavoro quale fu Montanelli. 

©Publifoto/Lapresse
12-04-1950 Milano, Italia
Interni
Nella foto : INDRO MONTANELLI (Fonte Wikipedia).

Il rapporto con la Storia 

La collaborazione con Montanelli, come abbiamo visto, catapultò Gervaso nell’ambizioso progetto della Storia d’Italia. Spesso mi è capitato di parlare con storici ai quali dà sostanzialmente fastidio il fatto che due giornalisti abbiano osato occuparsi di Storia

Io non credo che questo sia stato un male. Prima di tutto, perché fino a quel momento la Storia era stata un settore di studio mal divulgato all’esterno. Le opere storiche di allora (spesso anche di oggi), erano molto interessanti ma non riuscivano a raggiungere un pubblico più vasto. 

La Storia d’Italia sdoganò la Storia, la rese un argomento accessibile a tutti. In maniera semplice, ovviamente, non scendeva nei particolari o nei dibattiti storiografici, ma questo è compito dello storico non del giornalista. 

Roberto Gervaso per tutto il resto della sua vita si è occupato di argomenti storici, tramite ritratti, raccolta di aforismi, saggistica e un romanzo. 

Ricordiamo, tra gli altri, I Borgia (Rizzoli, 1976); Nerone (Rusconi, 1978) e La bella Rosina. Amore e ragion di Stato in Casa Savoia (Bompiani, 1991). 

Ancora oggi, a tanti anni di distanza, sono ancora godibilissimi così come il programma televisivo, condotto dal 1996 al 2006, Peste e Corna e… Gocce di storia, andato in onda cinque giorni la settimana (dal lunedì al venerdì) alle 7.30 del mattino su Rete 4.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.