chirurgia robotica Robot Da Vinci XI
Il robot Da Vinci XI è un concentrato di tecnologia permette ai chirurghi di eliminare alcuni tumori limitando l’approccio invasivo
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Il robot Da Vinci XI è un concentrato di tecnologia permette ai chirurghi di eliminare alcuni tumori limitando l’approccio invasivo

Roma, ospedale San Camillo-Forlanini è il primo nosocomio laziale ad aver acquistato questo nuovissimo prototipo. Grazie alla realtà virtuale e alla ricostruzione 3D i chirurghi si immergono nel corpo del paziente limitando al tempo stesso l’invasività dell’intervento. Una vera e propria innovazione per gli interventi in laparoscopia.

Come funziona Da Vinci?

Questo straordinario macchinario, made in USA, prende il nome dal genio rinascimentale Leonardo Da Vinci. Il primo prototipo risale al lontano 2000, oggi è diffuso in tutto il mondo, il successo si è dovuto alla capacità di riuscire ad intervenire in situazioni dove la mano del chirurgo non riesce ad intervenire facilmente. L’ambito di applicazione è molto vasto si va dall’urologia alla ginecologia oncologica passando per la chirurgia generale, cardiochirurgia, urologia pediatrica, ginecologia benigna, otorinolaringoiatria chirurgia toracica ed infine la chirurgia dei trapianti.

Da Vinci è composto da tre componenti principali:

  • Una console chirurgica: dalla quale il chirurgo opera il paziente, grazie all’uso di due manipolatori (simili a joystick) e di pedali che guidano la strumentazione. Il robot riesce a replicare esattamente i gesti eseguiti dal dottore ma con maggior precisione. Inoltre, la visione ingrandita e tridimensionale del campo operatorio, possibile grazie ad un sofisticatissimo monitor dell’endoscopio 3D.
  • Un carrello visione: che contiene l’unità centrale di elaborazione e un sistema video ad alta definizione (Full HD). Questo sistema perette di ingrandire l’area chirurgica dalle 6 alle 10 volte, permettendo al chirurgo di distinguere le strutture anatomiche più piccole, non visibili ad occhio nudo.
  • Il carrello paziente, infine sostiene le braccia del robot, le quali a loro volta sono dotati di un polso in grado di compiere una rotazione di quasi 360°. Questi strumenti sono progettati con 7 gradi di movimento funzioni di gran lunga maggiori rispetto al polso umano che consentono al chirurgo di intervenire parti del corpo difficilmente operabili manualmente.

 L’importanza di questo macchinario

 Grazie alle sue incredibili funzionalità Da Vinci è in grado di garantire quella che in gergo medico viene definita “radicalità oncologica”, cioè l’estirpazione di tutta la massa tumorale possibile. Inoltre, la mini-invasività di questo macchinario garantisce tempi di recupero ed ospedalizzazione nettamente inferiori rispetto agli interventi tradizionali migliorando anche l’efficienza delle strutture sanitarie.

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Mi chiamo Benedetta Greco, nel 2013 mi sono laureata in giurisprudenza, presso l'università Federico secondo di Napoli, con tesi sulla definizione di terrorismo in diritto internazionale (di cui vado molto fiera). Ho collaborato come praticante avvocato abilitato per diversi Studi legali e nel 2016 dopo tre anni di gavetta ho superato con successo l'esame di abilitazione alla professione forense. Le mie esperienze professionali si estendono anche al piano della didattica: nel 2014 ho diretto dei moduli riguardanti la “Legislazione commerciale” e “ Legislazione fiscale” nell'ambito di un corso sui “Requisiti professionali per il commercio” nonché un modulo sui “Riferimenti normativi e legislativi in ambito socio sanitario” rientrante nel corso di studi per l’acquisizione dell’attestato di Operatore socio sanitario.