Rosario Padolino con la famiglia al completo
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Ieri pomeriggio funerali imponenti per Rosario Padolino, il commerciante di via Duomo deceduto a causa della caduta di calcinacci

I funerali di Rosario Padolino si sono tenuti al Duomo di Napoli ieri, 18 giugno 2019, a partire dalle ore 18 e 30.

I fatti

Il commerciante di 66 anni è deceduto lo scorso 8 giugno a causa della caduta di una parte del cornicione del civico 228 di via Duomo (NA). Al momento dell’accaduto, Padolino stava sostando sotto il palazzo osservando i lavori stradali per i quali si era tanto battuto negli anni passati.

I funerali di Rosario Padolino

Il Comune di Napoli ha deciso di proclamare il lutto cittadino nel giorno del funerale dell’onesto commerciante. È stato presente l’Assessore Nino Daniele, in rappresentanza del Governo comunale. Inoltre, il Gonfalone partenopeo e un picchetto d’onore della polizia municipale sono stati affianco alla bara. Via Duomo era listata a lutto e diversi negozi sono state con le serrande chiuse o semichiuse.

Parte del testo letto dalla figlia Rossella e riportato sul suo profilo Facebook

Papà, mi hanno detto che non hanno parole per l’accaduto. Mi hanno detto Che non riescono ad immaginare il dolore che sto provando. E hanno ragione.

Ho scoperto cosa significa “mi manchi come l’aria”. Io Non respiro. Mi fa male il cuore. La mia mente è offuscata dal dolore.

Papà, mi hanno detto anche di essere forte. Ma le mie fondamenta sono crollate, la mia colonna portante, il mio muro maestro, il mio tutto.

Caro papà, pochi giorni fa mi hai detto “la soddisfazione più grande per un genitore è sapere di essere riuscito a trasmettere a suo figlio tutti i suoi valori”. E Me lo hai detto con l’umiltà che ti ha sempre contraddistinto. Amore, famiglia, rispetto, umiltà, umanità, gratitudine, onore, misericordia, carità, sono solo alcuni dei valori che forse non sai di avermi insegnato.

L’errore più grande di noi esseri umani è che pensiamo di avere tutto il tempo del mondo davanti a noi. Anche questo hai provato a spiegarmi tante volte. Ma io non ci volevo credere.

Adesso, ogni secondo che non ho trascorso con te, che non ti ho detto quanto ti amo, che non ti ho abbracciato, mi sembra tempo perso.

Non sarò mai grata abbastanza per essere stata tua figlia. Non sarò mai degna abbastanza di essere stata tua figlia. Non sarò mai brava abbastanza come genitore dopo di te.

Ma se riuscirò un giorno a trasmettere ai miei figli anche solo un centesimo dell’amore che tu hai dato a me, allora saprai che sarà stato solo merito tuo.

Il tuo amore verso mia madre è stato il mio faro nel buio, la mia certezza di vita. Sono cresciuta desiderando un amore come il vostro: unico e indissolubile. […].

Sai una cosa, papà? se te ne fossi andato in silenzio non lo avrei mai accettato. Non sarebbe stato giusto che solo noi sapessimo che uomo sei: padre amorevole, marito fedele, amico leale, uomo d’onore ed una persona perbene.

Deve averlo capito anche la tua Napoli alla fine: lei, gelosa, ti ha scippato a noi egoisti per farti sua per sempre. Adesso la tua memoria sarà eterna, come era giusto che fosse.

Ti amo, papà. E come mi dici sempre tu: ca maronn t’accumpagn.

Tua figlia Rossella”.

Le parole della figlia Gabriella

Provo pena per i responsabili della tua morte, difficilmente si laveranno la coscienza. Spero un giorno di poter perdonare. Lui diceva di dare amore. Provo pena per irresponsabili ma vedo nelle lacrime di tutti il suo volto.

Sento ancora il suo profumo, la sua essenza. Sono fortunata perché ho avuto un padre meraviglioso, che mi ha insegnato l’amore verso gli altri. Ciao papà ti amerò per sempre”.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.