Zingaretti: “Ora andiamo a cambiare l’Italia”, mentre Salvini già pronostica un governo di breve durata
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Zingaretti: “Ora andiamo a cambiare l’Italia”, mentre Salvini già pronostica un governo di breve durata

 

Alla fine siamo giunti all’ultimo episodio di questa deplorevole telenovela: i grillini hanno espresso la loro opinione tramite la piattaforma Rousseau e l’Italia, a quanto pare, è fortunatamente destinata ad avere di nuovo un governo in tempi relativamente brevi. Rientrate, per la soddisfazione di alcuni e la rabbia nera di altri, le avvisaglie di naufragio che tanto avevano spaventato dem e pentastellati nei giorni scorsi. Ma andiamo con ordine e vediamo cos’è successo durante quest’ultima (si spera) giornata d’incertezza.

Plebiscito su Rousseau: il 79,3% ha votato sì

Partiamo col sottolineare un dettaglio non da poco: le votazioni si sono svolte senza intoppi e non è una cosa scontata, se si pensa ai nefasti avvenimenti delle ultime votazioni svoltesi tramite Rousseau, tra sito in crash e attacchi hacker. Gli iscritti al M5S, dunque, hanno potuto votare per una volta in tutta tranquillità.

L’esito del voto non lascia adito a dubbi: il 79,3% dei 79.634 votanti ha dato il suo assenso alla formazione del nuovo governo con Giuseppe Conte premier, a fronte del solo 20,7% di contrari. Un vero plebiscito che mette quindi in chiaro la volontà del popolo a cinque stelle di sancire un’alleanza già paventata nel 2013 e mai andata in porto, tra insulti e dissapori vari.

 

Zingaretti esulta, Di Maio attacca Salvini

Parole di soddisfazione sono ovviamente arrivate da entrambe le parti in causa. “Con la chiusura del lavoro programmatico si è fatto un altro passo avanti per un Governo di svolta. Ridurre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l’Italia” ha scritto su Facebook il segretario del Partito Democratico Nicola Zingaretti.

Luigi Di Maio, invece non perde occasione di attaccare il suo ex-compagno di squadra, ricordando durante la conferenza indetta alla Camera che se si è arrivati a questo punto è stato soltanto per “un gesto irresponsabile di Salvini”. “Al governo ci potevi stare, hai scelto tu di fatti da parte” ha accusato il vicepremier uscente. La soddisfazione del M5S è stata espressa anche da Roberto Fico: “Oggi il Movimento 5 Stelle ha deciso di non arrendersi e di continuare il lavoro parlamentare per la realizzazione del proprio programma, votato da milioni di italiani appena un anno e mezzo fa”.

Parole dure, invece, arrivano ovviamente dall’ormai ex-Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che su Twitter parla di poltrone e paura del voto: “Il governo delle poltrone dura poco, non possono scappare dal voto per sempre. A testa alta, pronti a difendere gli Italiani e a tornare a vincere! Onore e dignita’ valgono piu’ di 100 ministeri, #maicolPD” twitta il leader della Lega.

Scongiurata l’ipotesi urne, resta quindi ora in mano a Movimento Cinque Stelle e PD il compito più arduo: mettere da parte le accuse lanciatesi in questi anni e provare a dare all’Italia una solidità che manca ormai da troppo tempo.

 

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Nato a Napoli il 29/06/1993, la passione per la scrittura e per la tecnologia crescono in lui quasi pari passo: questa duplice natura lo porta a frequentare la facoltà di Ingegneria Chimica e contestualmente a coltivare le proprie velleità di scrittore. Comincia a collaborare con PSB nel giugno 2018, sperando di trovare in quest’esperienza il perfetto connubio di questi due animi.