La Russia sta rischiando molto con il Russiagate
La Russia sta rischiando molto con il Russiagate
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I russi sono riusciti a confondere ulteriormente le acque in merito al Russiagate e l’utilizzo di Twitter è stato fondamentale per diffondere elementi di disinformazione

Stanno emergendo nuove prove, emerse su diverse testate statunitensi, del fatto che la Federazione Russa ha utilizzato la diffusione ad hoc di notizie riservate per rendere più difficile le indagini concernenti il Russiagate.

I russi sono esperti, dai tempi degli Zar, nell’arte del depistaggio e della disinformazione. Tramite le nuove tecnologie questi ultimi sono capaci dell’impossibile. Il caso Russiagate ne è una prova lampante.

Disinformazione tramite Twitter

La Federazione Russa si gioca molto del suo prestigio internazionale sul dossier Russiagate. Se dovesse risultare colpevole di aver interferito nelle ultime presidenziali statunitense, nelle quali ha vinto Donald John Trump, la Russia si attirerà l’odio e l’inimicizia della superpotenza a Stelle e Strisce.

Trump è in guai seri a causa del Russiagate
Trump è in guai seri a causa del Russiagate

Sulla celebre applicazione di rete sociale, agenti russi hanno diffuso nel web una serie di documenti (classificati top secret), parte dell’inchiesta messa in piedi dal Procuratore Speciale Robert Swan Mueller III, incaricato dal Dipartimento di Giustizia, nel corso del 2017,  di indagare sul Russiagate.

La documentazione, strettamente confidenziale, era stata resa nota dalle autorità competenti esclusivamente agli avvocati dei cittadini russi indagati.

Il materiale è stato prima pubblicato su un sito di filesharing e poi diffuso ulteriormente tramite Twitter.

Tentativo fallito

I documenti diffusi sono stati “arricchiti” da altro materiale, di tutt’altro tenore e argomento, inserito per mettere in cattiva luce il lavoro fin lì svolto dal Procuratore Mueller.

Proprio questa scelta ha inficiato, per una volta, il lavoro degli hacker russi. Infatti, i giornali che hanno ricevuto il materiale incriminato sono rimasti molto colpiti dal messaggio di accompagnamento, nel quale si informava che si sapeva che queste informazioni erano nelle migliori mani, per essere diffuse ad un vasto pubblico, per far trionfare la verità.

Per fortuna i giornalisti non hanno abboccato all’amo, informando le autorità competenti dell’accaduto. Queste ultime, dopo diverse indagini, hanno rilevato l’origine russa della pubblicazione sul sito di filesharing, dal quale è partito tutto.

Vi terremo informati sul prosieguo della vicenda, dalla quale dipende anche il destino dell’attuale inquilino della Casa Bianca.

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Alessandro Maria Raffone, napoletano, classe ‘84, dopo la laurea in Scienze Storiche dell’Università Federico II, ha vinto un premio del Corso di Alta Formazione in Scienze Politiche “Studi Latinoamericani” dell’Università La Sapienza con la tesi Italia Fascista, Italiani all’estero e Sud America. Nel 2015 ha fondato l’Associazione Culturale “Heracles 2015”, la cui mission è far conoscere gli aspetti meno noti di Napoli. Ha scritto per la rivista Il Cerchio, e ha collaborato con il think thank indipendente Katehon. Ha concluso il Dottorato di Ricerca in “Storia, culture, e saperi dell’Europa Mediterranea dall’antichità all’età contemporanea” presso l’Università degli Studi della Basilicata nel febbraio 2018.