Rutger Hauer
Rutger Hauer, nella scena simbolo di Blade Runner
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Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: addio a Rutger Hauer il replicante di Blade Runner

Il 19 luglio è venuto a mancare un attore che è entrato nella storia del cinema per pochi film, ma molto significativi: Rutger Hauer. L’attore olandese è deceduto all’età di 75 anni. La notizia del suo decesso, però, è uscita soltanto ieri sera.

Rutger Hauer: la carriera

Nonostante sia ricordato quasi esclusivamente per due film, Blade Runner e Ladyhawke, la sua carriera inizia già negli anni ‘60, dove si unì a un gruppo di recitazione sperimentale. Tale esperienza gli aprì la porta al lungometraggio Il seme dell’odio ed ebbe l’occasione di recitare con Michael Caine e Sidney Poitier. Il suo ruolo, secondario ma impegnativo, gli valse l’attenzione di Hollywood che lo chiamò a recitare in: I falchi della notte (Nighthawks) del 1981, al fianco di Sylvester Stallone; Blade Runner di Ridley Scott con Harrison Ford; Ladyhawke (1985) con Michelle Pfeiffer.

Fu protagonista anche in Italia con una pellicola di Ermanno Olmi, La leggenda del santo bevitore (1989).

Nel corso degli ultimi anni è comparso in parti minori e in film da budget ristretti.

Blade Runner: chi è il vero protagonista?

Blader Runner è un film del 1982 ambientato nel 2019, un futuro distopico, dove gli sviluppi sociali, politici e tecnologici sono altamente negativi. Al centro della storia ci sono i replicanti che hanno sembianze perfettamente umane e che sono utilizzati come forza lavoro. Sei replicanti del modello più evoluto, capitanati da Roy Batty (Rutger Hauer), sono fuggiti dalle colonie extraterrestri e, giunti a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella Tyrell Corporation, l’azienda dove erano stati creati allo scopo di far togliere il limite di 4 anni alle loro vite. A dar loro la caccia ci pensa il cacciatore di taglie Rick Deckar (Harrison Ford), chiamato allo scopo di ucciderli.

Comunemente Harrison Ford viene considerato il protagonista di Blade Runner, ma simbolicamente è Rutger Hauer. Roy Batty, viene normalmente visto come l’antagonista, il cattivo della situazione, ma il suo scopo finale era quello di poter vivere più a lungo rispetto a quello che gli umani avevano programmato. Emblematica è la sua scena finale, simbolo vero del suo personaggio ed entrata iconicamente nell’immaginario collettivo e nella storia del cinema:

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”.

La potenza del monologo risiede non solo nelle parole, scritte dallo stesso Rutger Hauer, ma soprattutto nell’espressività e nella recitazione dell’attore che rese questa scena indimenticabile.

Un attore ricordato per pochi film, ma ognuno di noi, molto spesso nel linguaggio comune ha iniziato una frase con: “Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…”.

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Nato a Napoli nel 1983, Francesco De Fazio consegue, con lode, la laurea magistrale nel 2012 in “Comunicazione pubblica e d’impresa” presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2013, presso lo stesso ateneo, si specializza come “Esperto nell’orientamento scolastico, universitario e professionale”. Nel 2011 ha svolto un tirocinio presso l’Ufficio stampa del Provveditorato alla Opere Pubbliche Campania e Molise, ma la passione del giornalismo continua nel corso degli anni continuando a scrivere per vari giornali online. L’esperienza più significata inizia nel giugno 2012 dove lavora presso il Servizio di Orientamento e Tutorato del Suor Orsola Benincasa. In qualità di Consulente all’Orientamento ha svolto attività di: consulenza e colloqui di orientamento didattico e professionale, promozione di Ateneo, gestione social network, tutor d’aula.