Salute mentale: nuovi studi rivoluzionari.

Nel campo della Sanità Digitale sono stati realizzati studi nuovi ed innovativi. Nel ramo della salute mentale, in particolare, è stata realizzata la prima pillola digitale con sensore integrato ed un videogioco rivolto ai bambini che soffrono di Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHA). Di seguito i dettagli.

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Pillola
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Nel campo della Sanità Digitale sono stati realizzati studi nuovi ed innovativi. Nel ramo della salute mentale, in particolare, è stata realizzata la prima pillola digitale con sensore integrato ed un videogioco rivolto ai bambini che soffrono di Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHA). Di seguito i dettagli.

Nel 2017 abbiamo assisto ad un imponente ed importante processo di rinnovamento del sistema sanitario, sia grazie all’impiego della tecnologia digitale nell’ambito amministrativo, quindi nella formulazione di nuove forme di impiego tecnologico e digitale nel progettare nuovi modelli e nuove organizzazioni sanitarie, ma anche direttamente nell’ambito diagnostico e terapeutico.

Soprattutto, sono stati fatti notevoli passi avanti nell’ambito della salute mentale.

Infatti, a novembre 2017, l’FDA (Food and Drug Administration) ha approvato la prima pillola digitale: cioè “una compressa con un sensore ingestibile integrato” prodotta dalla Proteus Digital Health.

Una volta ingerita, la compressa si dissolve nello stomaco e rilascia un sensore che invia un segnale ad un piccolo dispositivo installato sul corpo del paziente con un cerotto.

I dati che vengono raccolti possono essere scaricati solo da persone autorizzate o dal medico operante su pc, smartphone o cloud, ma in ogni momento può essere revocato il diritto di accesso ai dati a chiunque.

La pillola è basata sul principio attivo dell’aripiprazolo, prodotto in Giappone dalla casa farmaceutica Otsuka, ed è un antipsicotico, attualmente utilizzato per il disturbo bipolare, la schizofrenia ed attualmente negli Stati Uniti anche per la depressione maggiore come aggiunta ad alcuni tipi di antidepressivi.

Che genere di informazioni invia il sensore? Innanzitutto conferma l’assunzione del farmaco da parte del paziente, che non è assolutamente un elemento scontato quando si prescrivono terapie farmacologiche a pazienti psichiatrici.

Nel caso di alcuni patologie, come ad esempio la schizofrenia, che è cronica, la corretta assunzione della terapia farmacologica aiuta il paziente ad evitare ricadute e quindi eventuali ricoveri, per cui, l’assunzione di questa pillola comporta anche un incentivo economico, perché controlla l’adesione alla terapia e quindi favorisce una riduzione degli sprechi.

Certo, da un punto di vista economico, non è da sottovalutare il prezzo di questo nuovo farmaco, che dovrebbe fare la sua comparsa negli Stati Uniti in questi premi mesi del 2018, anche se ancora non sono stati presi accordi con le compagnie di assicurazione sanitaria americane, quindi ancora non è chiaro come questo farmaco verrà effettivamente distribuito.

Sicuramente questo farmaco comporterà uno stravolgimento nella somministrazione delle cure farmacologiche psichiatriche, aprendo, allo stesso tempo, la strada all’utilizzo del sensore Proteus anche in altri ambiti terapeutici, quali l’eventuale possibilità di monitorare i parametri vitali, come la frequenza del battito cardiaco oppure le fasi o i comportamenti assunti durante il sonno.

Certo la possibilità di rilevare i comportamenti aprirebbe di sicuro un mondo nuovo nel campo della psichiatria, anche per la possibilità di monitorare l’adeguatezza delle terapie farmacologiche prescritte.

Altro studio innovativo, sempre nel ramo psichiatrico, diffuso alla fine del 2017 è stata la conclusione del primo studio clinico che comporta la somministrazione di un videogioco interattivo e personalizzato, che utilizza la full digital medicine. L’AKL-T01, che è stato sviluppato da Akili Interactive, è un videogioco che somministra, personalizzandoli, stimoli cognitivi che hanno il compito di agire sui circuiti neurali di pazienti coinvolti in alcuni tipi di patologie mentali.

È stato studiato in particolare per Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHA) in uno studio sperimentale a cui hanno preso parte 348 bambini e adolescenti. La visione del videogame, attraverso un algoritmo adattivo, comporta la stimolazione di determinate aree della corteccia prefrontale, che sono considerate responsabili nell’ADHD.

La somministrazione degli stimoli, da parte dell’algoritmo, avviene in maniera controllata, perché è specifica, e quindi unica, per ogni paziente.

Il gruppo di controllo, in questo studio sperimentale, ha, invece, giocato ad un normalissimo videogioco e infatti, alla fine, si è valutato che il gruppo di ragazzi che aveva ricevuto l’AKL-T01 aveva mostrato livelli attentivi significativamente maggiori rispetto agli altri ragazzi.

Certo, sulla scia di questi studi, appare chiaro che in futuro assisteremo a vere e proprie innovazioni tecnologiche che comporteranno un vero e proprio stravolgimento dei processi terapeutici, così come li intendiamo ora.

Il problema è che l’Europa, di questo passo, rischia di rimanere indietro nel processo della digital therapeutics, per le questioni burocratiche, infatti la regolamentazione dei dispositivi e delle App terapeutiche proposte da Akili, per esempio, sono ancora incerte.

Dal momento che l’EMA (Agenzia europea per i medicinali) si occupa esclusivamente dei farmaci, mentre ogni Stato dell’UE ha un proprio regolamento interno sulla privacy e sulla proprietà dei dati, è evidente come saranno proprio queste questioni normative ed amministrative a causare il ritardo nell’acquisizione di queste procedure innovative.