San Gennaro, il miracolo è avvenuto anche questa volta
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Nella cattedrale del Duomo di Napoli, alla presenza del Cardinale Crescenzio Sepe, si è ripetuto il miracolo di San Gennaro

Mistero, fede, passione, amore e “scaramanzia”; tutti collegabili al “miracolo di San Gennaro”, quello della liquefazione del sangue.
Alle ore 10:04 di oggi, 19 settembre 2019, in una cattedrale del Duomo gremita di fedeli, il Cardinale Sepe ha esposto ai presenti tutti l’ampolla con il sangue liquefatto.
“Vi do la bella notizia- dice il cardinale- il sangue si è sciolto”.
Anche un delegato, come di consueto, della Deputazione di San Gennaro, ha sventolato il fazzoletto bianco, dalla navata centrale urla e applausi di giubilo.

San Gennaro: le parole di Sepe

È segno della bontà, benevolenza, misericordia e amore per noi, per Napoli, per la Campania, per la Chiesa“.
Dice nell’omelia della funzione il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, che accenna anche a Napoli, parlando di una città in cui la libertà è messa sempre in pericolo e la vita per il cittadino sta diventando sempre più “difficile e proibitiva”.
Parla di “camorra”, “violenza” e “disoccupazione” l’alto prelato.
Ma questo “è anche un invito a tenerci stretti stretti, come nostro parente e nostro amico, il nostro protettore San Gennaro – afferma – Viva San Gennaro”.

Ogni quanto si ripete il miracolo? E perché ha assunto un significato scaramantico?

Il miracolo, importantissimo per i fedeli e anche per i napoletani in generale, è visto come sinonimo di buon auspicio per Napoli e la Campania, difatti nelle volte in cui il sangue non si è liquefatto, sono successe varie catastrofi.
Tra il 1939 e il 1940, in concomitanza della seconda Guerra Mondiale, nel 1973 durante l’epidemia del colera a Napoli e nel 1980: anno del catastrofico terremoto dell’Irpinia.
Il rito si ripete 3 volte l’anno: il 19 settembre, nel sabato antecedente la prima domenica di maggio e a dicembre.