A Napoli la "serrata" degli artigiani di San Gregorio Armeno (fonte Quotidiano del Sud)
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San Gregorio Armeno, una delle strade più famose della città di Napoli, nonostante l’allentamento del lockdown causato dall’emergenza coronavirus, resta in questi giorni ancora deserta

Secondo l’Associazione culturale Corpo di Napoli, in cui sono riuniti gli artigiani di San Gregorio Armeno, sono necessari provvedimenti per mantenere vivo un settore indebolito, tra l’altro, dall’assenza dei flussi turistici. Da ieri, in segno di protesta, i maestri presepisti hanno deciso di non alzare le saracinesche delle loro botteghe.

San Gregorio Armeno ed il presepe: una tradizione plurisecolare

San Gregorio Armeno è senza dubbio uno dei luoghi più caratteristici di Napoli. Lungo la celeberrima stradina del centro storico sorgono infatti numerose botteghe di artigiani specializzati nella produzione dei pastori del presepe.

Una vera e propria forma di arte, quest’ultima, che fiorì a Napoli a partire dal XVIII secolo. In realtà la tradizione cristiana attribuisce a San Francesco d’Assisi la prima rappresentazione della Natività di Cristo.

Il Santo poverello, tuttavia, non introdusse nel suo presepe di Greccio quella ricca serie di personaggi presenti ancora oggi nelle scenografie allestite nelle chiese e nelle case napoletane.

Già intorno alla metà del Seicento, l’artigiano Michele Perrone introdusse la peculiare tecnica di esecuzione dei pastori, basata su una struttura in fil di ferro e stoppa.

Tali piccoli manichini, dotati di testa, mani e piedi in legno o terracotta, potevano così essere vestiti con stoffe pregiatissime.

Gli artigiani di San Gregorio Armeno invocano maggiore sostegno dalle istituzioni (fonte Ottopagine)

Le richieste da parte dell’Associazione Corpo di Napoli

L’emergenza coronavirus, purtroppo, ha prodotto i suoi effetti negativi anche sull’arte presepiale: “Le difficoltà generate dalla chiusura coatta sono molteplici e coinvolgono il ciclo produttivo”.

Questo il monito lanciato dall’Associazione Corpo di Napoli, creata dagli artigiani di San Gregorio Armeno per far sentire la propria voce alle istituzioni.

Secondo quanto si legge in una nota, i maestri presepisti hanno chiesto esplicitamente al Comune di Napoli ed alla Regione Campania importanti misure di sostegno. In primis, la sospensione temporanea di alcune imposte, come la Tari e l’Imu.

In secondo luogo, gli artigiani di San Gregorio Armeno invocano la concessione di contributi a fondo perduto per il pagamento dei fitti e la sanificazione dei laboratori.

Con la “serrata” iniziata ieri, inoltre, l’Associazione Corpo di Napoli chiede il prolungamento della cassa integrazione per i dipendenti che operano nelle botteghe.

Un primo incontro a Palazzo San Giacomo

Gli artigiani di San Gregorio Armeno hanno già avuto modo di incontrare, in queste ore, il Sindaco Luigi De Magistris.

Da Palazzo San Giacomo sono giunte importanti rassicurazioni, come il blocco di eventuali future  attività economiche non inerenti alla tipicità del locale contesto produttivo.

Gli esponenti dell’Associazione Corpo di Napoli avrebbero, poi, suggerito al Sindaco i nomi di alcuni mecenati che potrebbero co-finanziare un’opportuna attività di promozione turistica.

I maestri presepisti attendono, ora, di essere ricevuti anche dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Questa non è soltanto una strada e basta” affermano in una nota gli artigiani, ben consapevoli dell’indotto generato dal loro lavoro  – Abbiamo chiesto un incontro con De Luca per illustrargli le nostre difficoltà”

Il sostegno dal mondo dello spettacolo

Intanto, diversi esponenti del mondo dello spettacolo hanno offerto il loro sostegno a mezzo social agli artigiani di San Gregorio Armeno.

Tra i nomi principali i cantanti Nino D’Angelo ed Al Bano Carrisi e l’attrice Maria Grazia Cucinotta.

Tutti uniti per mantenere viva l’attenzione su un settore, come quello dell’arte presepiale, di grande importanza per l’economia napoletana.

 

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Nato a Taranto nel 1986, Angelo Zito frequenta il liceo classico conseguendo la maturità classica nel 2005 con il punteggio di 97/100.  Nel 2009 consegue con il massimo dei voti il titolo di Dottore in Conservazione dei beni culturali dell'Università presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e nel 2011, presso lo stesso ateneo e con il medesimo esito, il titolo di Dottore Magistrale in Archeologia. Nel mese di aprile 2018 conseguirà il Diploma di Specializzazione in beni archeologici, titolo equipollente al dottorato di ricerca, necessario per l'accesso ad incarichi professionali presso il Mibact. Membro dello staff direttivo dell'Associazione culturale Heracles 2015, giornalista pubblicista dal maggio 2017, attualmente collabora con Il Giornale Off, approfondimento culturale online del quotidiano milanese.