Sanità digitale: entra in campo la tecnologia Blockchain.

Anche nell’ambito sanitario ha fatto il proprio ingresso la tecnologia Blockchain, quella su cui sono stati costruiti i Bitcoin. L’utilizzo di questa nuova tecnologia potrebbe comportare notevoli benefici sia per i pazienti che per la struttura in generale, ma soprattutto nell’ambito della ricerca medica.

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Anche nell’ambito sanitario ha fatto il proprio ingresso la tecnologia Blockchain, quella su cui sono stati costruiti i Bitcoin. L’utilizzo di questa nuova tecnologia potrebbe comportare notevoli benefici per la sanità digitale sia per i pazienti che per la struttura in generale, ma soprattutto nell’ambito della ricerca medica.

La Blockchain, tecnologia che è anche alla base dei Bitcoin, ultimamente è stata utilizzata anche in ambiti differenti da quelli della moneta virtuale, tra cui anche il sistema sanitario.

Nell’ambito sanitario, infatti, la Blockchain può favorire il rafforzamento ed il miglioramento dei servizi sanitari, agevolando tanto il paziente, quanto il sistema.

Allo stesso modo di Internet, il potenziale di Blockchain aumenta con il numero dei partecipanti alla rete ed è quindi fondamentale un approccio comune e condiviso, soprattutto nel campo sanitario dove le necessità di tutela della privacy sono fondamentali.

È necessario, infatti, che ogni aspetto relativo ai dati sensibili sia oggetto di massima considerazione, anche quando il trattamento avviene attraverso sistemi automatizzati e le decisioni assunte da agenti software basati su Intelligenze Artificiali.

Inoltre, l’utilizzo di questo tipo di tecnologia nell’ambito sanitario avrebbe un altro vantaggio fondamentale: partendo dal presupposto che, con questa metodologia, si otterrebbero enormi moli di dati riguardanti lo stato di salute della popolazione, “in una logica big data, ci offrirebbero la possibilità di elaborare, anche attraverso l’uso dell’Intelligenza Artificiale, strumenti predittivi e di assistenza alla pratica da parte dei sanitari oltre che di fornire un supporto unico per la ricerca”.

Un risultato di enorme potenzialità del suddetto processo potrebbe essere determinato dal fatto che queste informazioni raccolte, garantendone sempre la massima sicurezza, venissero rese disponibili alla ricerca medica.

Quindi, tutti gli organi sanitari che hanno deciso di mettere in atto progetti basati sulla tecnologia Blockchain, devono, per prima cosa, verificare i casi concreti di utilizzo in relazione all’analisi costi–benefici.

Ma è anche bene sottolineare che tale modello di gestione di dati, come le ricette o le prescrizioni mediche, potrebbero creare dimensioni di transazioni talmente grandi ed inutili, che finirebbero con l’avere un impatto assolutamente negativo sulle prestazioni del sistema, minimizzando i benefici in relazione ai costi di gestione.

Pertanto, per cercare di avere una panoramica completa sui potenziali costi e i benefici, è necessario realizzare esperimenti mirati e anche individuare delle linee guida utilizzabili da tutti per testare in iter questo tipo di tecnologia in modo da creare economie di scala.

Sarebbe opportuno che, prima di far adottare la tecnologia Blockchain agli organi dedicati all’assistenza sanitaria, venissero realizzate sfide economiche tecniche, organizzative e comportamentali.

In questo modo, con la massima trasparenza, un buon livello di fiducia e l’accesso ai dati, il sistema sanitario potrebbe anche investire in una migliore sicurezza, efficacia, qualità e sicurezza degli alimenti, dei farmaci, dei vaccini e dei dispositivi medici.

Sebbene questa nuova forma di tecnologia stia spiccando il volo, al di là della Blockchain di Bitcoin, ci sono ancora poche altre concrete ed efficaci applicazioni in altri settori cer cui, di conseguenza, risulta difficile poter prevedere i possibili costi di funzionamento di un Blockchain all’interno del settore sanitario.

Chiaramente, Blockchain non è la l’unica possibile soluzione per la standardizzazione dei dati o per imporsi le sfide dell’integrazione e interoperabilità dei sistemi, “ma offre un nuovo contesto distribuito che promette di ampliare e supportare l’integrazione delle informazioni in materia di assistenza sanitaria avente ad oggetto una vasta gamma di utilizzi e stakeholders, attraverso i suoi punti di forza principali ossia una migliore efficacia del sistema, la disintermediazione e la sicurezza”.

Sulla scia di quanto detto fin ora, Hyperledger, il progetto che si occupa di promuovere l’adozione quanto più elevata delle Blockchain nei diversi settori, ha presentato un nuovo gruppo di lavoro che si è focalizzato sulle possibili applicazioni della suddetta tecnologia, questa volta però in ambito sanitario.

Secondo quanto ha dichiarato il direttore esecutivo di Hyperledger, Brian Behlendorf, il gruppo ha già sottoposto circa 70 proposte all’HHS (il Dipartimento USA Health and Human Services), in occasione di un recente incontro organizzato dall’agenzia governativa americana. Secondo quanto sostenuto da Behlendorf “l’idea del gruppo di lavoro è di riuscire a lavorare sull’elenco dei casi d’uso indicati dall’HHS, per supportarli al meglio”.

A questo punto non ci resta altro che aspettare nuovi progressi, che potrebbero giovare notevolmente alle strutture sanitarie, nel campo della tecnologia Blockchain.