Sanità digitale: innovazioni e progresso

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In seguito all’incontro tenutosi ad ottobre 2017 a Tallin è stato fatto il punto della situazione sulla questione della sanità digitale europea, occasione che è stata colta per individuare i punti da sviluppare ed i limiti da superare.

Ad ottobre 2017 si è tenuto a Tallin, nell’ambito della presidenza estone dell’Unione europea, un summit di tre giorni che ha visto come argomento centrale l’e-health. In particolare, si è dibattuto sulla questione dell’impatto che la trasformazione digitale dei sistemi sanitari creerà sulla società intera, sull’economia dei dati e sull’intero mondo basato sull’innovazione.

L’evento è stato fortemente voluto ed organizzato da diversi enti: il ministro estone della Salute e del Lavoro, Jevgeni Ossinovski, il presidente della ECHAlliance (European Connnected Healthcare Alliance), Brian O’Connor, il presidente e Ceo di Himss (Healthcare Information and Management Systems Society), Harold ‘Hal’ Wolf.

All’evento hanno preso parte oltre 600 esperti internazionali di sanità digitale, che hanno colto il summit come occasione per confrontarsi reciprocamente e scambiarsi informazioni e punti di vista.

Il ministro Ossinovski, ci ha tenuto a sottolineare che “le soluzioni digitali rivoluzionano ogni settore, anche la sanità. Un moderno sistema sanitario e una più efficiente assistenza medica richiedono l’ampia diffusione delle informazioni sanitarie elettroniche.

Il libero movimento dei dati, inclusi quelli sanitari, è una delle libertà fondamentali dell’Europa e dobbiamo trovare modi per trasferire i dati in tutta sicurezza, a beneficio dei singoli e della collettività”.

Infatti, non a caso, il summit di tre giorni a Tallin si è concentrato proprio sul tentativo di individuare dei modi affinchè gli specialisti di sanità digitale possano scambiarsi dati reciproci riguardanti la sanità, garantendone, chiaramente, la completa sicurezza, oltrepassando i confini nazionali. In questo modo, secondo gli esperti, si aprirebbe la strada per un processo di assoluta innovazione nelle scienze in generale, ma nella medicina in particolare, e in tutti gli ambiti ad essa correlati.

Inoltre, in occasione della conferenza europea sulla sanità digitale è stata presentata anche la Digital health society (DHS) declaration, un documento redatto con contributi di diversi esperti internazionali, che si pone come obiettivo l’essere protagonista dei progetti innovativi che coinvolgeranno la Digital health e delle iniziative che verranno presentate dai vari stakeholder.

A questo proposito O’Connor, presidente della ECHAlliance, ci ha tenuto a precisare che “illustrando sfide e necessità del mondo sanitario aiutiamo gli innovatori a capire meglio il mercato e a cogliere le opportunità: per questo pensiamo che gli ecosistemi, gli approcci multi-stakeholder e gli eventi come questo siano buoni modelli per ottenere un’implementazione su larga scala della Digital health”.

Sicuramente, enfatizzando l’innovazione è possibile assistere a veri e propri cambiamenti rivoluzionari nell’ambito della sanità, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione, le terapie personalizzati, aprendo così la strada a nuove cure e nuovi approcci medici.

Inoltre la e-health Declaration include le proposte di oltre 100 organizzazioni europee per lo sviluppo della sanità digitale in Europa. Tutti gli altri stakeholder sono stati invitati a dare il loro contributo su interventi e soluzioni innovative.

La Dichiarazione mette anche in rilievo gli elementi che stanno ostacolando lo sviluppo dell’e-health in Europa, e che quindi devono essere superati: innanzitutto la mancanza di abitudine, e di conseguenza di sicurezza, nella relazione con il digitale da parte degli utenti, l’impossibilità di interoperabilità tra sistemi It, l’assenza di norme di riferimento chiare, la formazione troppo spesso insufficiente tra i professionisti dell’healthcare.

Il documento, oltre quindi ad elencare queste criticità, individua anche delle possibili soluzioni per venirne a capo, come, ad esempio, approcci unificati per lo sviluppo delle infrastrutture e per lo scambio dei dati, ma anche programmi di sensibilizzazione rivolti agli utenti.

Vytenis Andriukaitis, commissario europeo per la Salute e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “esprimo piena soddisfazione per l’impegno della presidenza estone a rendere prioritaria la cooperazione in ambito Ue sulla salute digitale.

Al meeting informale del Consiglio dello scorso luglio, i ministri europei della salute sono stati d’accordo nel rendere più ambiziose le nostre inziative sulla digital health e collaborare in modo più efficace su temi come sicurezza dei dati, cybersecurity e nuovi software per il data sharing”. Inoltre il commissario ha sottolineato come i progressi nell’e-health saranno possibili solo attraverso un lavoro congiunto tra: governi, aziende private, professionisti, ricercatori e cittadini.

Sicuramente nell’ultimo periodo sono stati compiuti dei passi avanti come le ricette elettroniche, ma indubbiamente i paesi europei non possono fermarsi qui.

Inoltre lo studio del ConsumerLab di Ericsson “From Healthcare to Homecare” ha indagato il rapporto tra ciò che pensano i consumatori sul ruolo centrale che le nuove reti avranno sul futuro dell’assistenza sanitaria e la sua trasformazione.

Lo studio, infatti, evidenzia che le reti saranno centrali nel processo di trasformazione del sistema sanitario, perché forniranno l’accesso a dati globali, consentiranno il monitoraggio a distanza attraverso dispositivi medicali, permetteranno l’interazione virtuale medico-paziente e la chirurgia robotica a distanza.

Quanto detto fin ora renderà il 5G fondamentale per la fornitura di servizi affidabili e sicuri.

A tutto questo va aggiunto anche che lo sviluppo di questo settore consentirà la creazione di spazi nuovi per gli operatori e per nuove figure professionali.