Sanità digitale: come le nuove tecnologie influenzano ed influenzeranno gli ambiti della salute.

71
sanità digitale privacy gdpr
adv

Quali sono le innovazioni che ci aspettano rispetto alla sanità digitale ed i vantaggi che il singolo cittadino potrà sperimentare in prima persona? Perché la sanità è diventata una vera e propria esigenza?

Con l’espressione “sanità digitale” o anche “e-health” si indica la convergenza tra le tecnologie digitali con tutto ciò che ha a che fare con la salute, con l’assistenza sanitaria, con gli stili di vita, quindi, più in generale, con la società.

L’obiettivo della sanità digitale è, non solo, migliorare l’efficienza dell’erogazione delle cure sanitarie, ma anche rendere le terapie ed i farmaci sempre più individuali e personalizzati.

L’e-health è, inoltre, incentrata sull’utilizzo delle tecniche informatiche e della comunicazione per favorire lo sviluppo di nuove metodologie, tendenti a ridurre i problemi riguardanti la salute e le difficoltà che i pazienti devono affrontare quotidianamente.

La sanità digitale è un ambito scientifico senza dubbio innovativo, ma anche multidisciplinare, che vede il coinvolgimento dei molti settori interessati, tra cui in primis la medicina, e che interessa ricercatori e scienziati con un ampio spettro di competenze in diversi ambiti disciplinari quali la sanità, la sanità pubblica, l’ingegneria, l’economia, le scienze sociali e la gestione della salute.

Riassumendo, quindi, la sanità digitale si occupa dello sviluppo di sistemi sanitari interconnessi, con il proposito di favorire gli operatori sanitari ed anche i pazienti a gestire le malattie e i rischi per la salute, ma anche a promuovere il benessere e la salute.

L’e-health è ormai sempre più diffusa nei paesi industrializzati e, come sottolineano gli esperti, è diventata una vera e propria esigenza per diversi motivi. Innanzitutto perché favorisce, non solo l’innalzamento della vita media, ma anche la qualità degli anni di vita, perché facilita la gestione della sanità territoriale e quindi favorisce la fruizione dei servizi. Inoltre ha come obiettivo l’autonomia e la responsabilizzazione del singolo soggetto rispetto al controllo della propria salute, cioè favorisce una posizione attiva, e non più passiva, dell’individuo stesso rispetto al proprio benessere.

La scommessa della sanità negli ultimi tempi, per gestire l’evidente tendenza demografica all’invecchiamento della popolazione, è di favorire la crescita e la qualità dei servizi di assistenza mantenendo però le spese contenute. Questo elemento, che coinvolge inevitabilmente la medicina territoriale, “è” il passaggio verso la sanità digitale. Non può essere trattato, in altri termini, come un programma di digitalizzazione della sanità, negli ambiti diagnostici, terapeutici e amministrativi, ma è il percorso di realizzazione della nuova sanità, la “sanità digitale”, che è l’unico modello sostenibile. Con l’innovazione digitale come “facilitatore indispensabile”, secondo quanto affermato dal commissario alla spending review Yoram Gutgeld.

Per affermare però sempre di più la e-health ci sono una serie di elementi preesistenti che non possono essere tralasciati. Innanzitutto è fondamentale che ogni cittadino possegga conoscenze digitali ed informatiche quanto meno basilari; infatti, lo sviluppo della sanità digitale è basato sull’idea che solo possedendo appropriate competenze i cittadini possano riuscire a fruire dei servizi, per cui, solo se i servizi digitali vengono utilizzati del tutto si realizza l’efficienza del sistema.

Il sistema sanitario pubblico è un vero e proprio mondo che richiede interventi di messa in rete dei dati che gestisce, che essendo un vero e proprio patrimonio, deve avere un utilizzo globale per migliorare il funzionamento della sanità stessa. Infatti, i big data possono essere estremamente utili sia per migliorare le diagnosi ed intervenire in tempo su fenomeni complessi, ma anche per la programmazione degli investimenti sanitari stessi (ad esempio per orientare la ripartizione della spesa tra ospedali e cure territoriali).

Uno dei pilastri della medicina territoriale è la telemedicina, per la diagnosi, il monitoraggio, e la cura sul territorio con lo scopo di favorire la de-ospedalizzazione. In parole povere, la telemedicina permette, grazie al rapporto online con il proprio medico, che il paziente che non ha bisogno necessariamente di una visita da vicino con il medico, possa evitare di doversi recare di persona in sede; in questo modo, il medico, dal canto suo, può fare un consulto ad un numero maggiore di pazienti, perché riduce i tempi. Ma per far sì che possa svilupparsi la telemedicina c’è bisogno di infrastrutture digitali e dell’impostazione di un’organizzazione nazionale, che debba essere obbligatoria e non facoltativa. Non a caso, secondo la ministra Lorenzin “la telemedicina è una scelta necessaria, tanto che sarà inserita all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza”.

Altri aspetti essenziali dello sviluppo dell’e-healt hanno a che vedere con l’organizzazione amministrativa, che tenderà sempre di più al ricorso di tecniche digitali ed interoperabili, come, ad esempio, la cartella clinica elettronica che permette il trasferimento delle informazioni sanitarie del paziente con facilità e sicurezza tra le differenti figure professionali interessate; anche il ricorso alle ricette elettroniche, istituito nell’ultimo periodo, si inscrive nell’ottica di questi cambiamenti ed è prevista anche una modificazione dei Centri di Prenotazione (CUP) che diventeranno sempre meno indispensabili, grazie alle prescrizioni digitali, e al contempo più efficienti.

Concludendo, il ricorso alla tecnologia digitale ed informatica nel campo della salute permetterà anche un aggiornamento continuo, dal momento che permetterà al medico di aggiornare le proprie diagnosi, verificandole in tempo reale con le novità e le ricerche scientifiche.