Sanità digitale: lo sviluppo dell’e-health in Italia

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Associazioni, certificazioni e programmi di aggiornamento per favorire lo sviluppo della sanità digitale. Quali sono i fattori che rischiano di bloccare lo sviluppo dell’e-health in Italia? E, contestualmente, quali sono i fattori facilitanti?

Ultimamente si tende a parlare sempre di più di sanità digitale, o e-health, disciplina che si occupa dello sviluppo del sistema sanitario in modo interconnesso, con il proposito di favorire gli operatori sanitari ed anche i pazienti a gestire le malattie e i rischi per la salute, ma anche a promuovere il benessere e la salute. La sanità digitale è una disciplina che coinvolge diversi ambiti di formazione: le scienze sociale, la medicina, l’ingegneria, la sanità, sia pubblica che privata.

Ma vediamo in che modo la sanità digitale si sta sviluppando nel nostro paese e quali sono le linee guida che la caratterizzano. La ministra Lorenzin ha sottolineato l’importanza di integrare le tecniche digitali ed informatiche nell’ambito della salute pubblica in termini obbligatori e non facoltativi.

Nel 2017 è stata fondata l’Associazione Scientifica per la Sanità Digitale (Assd) costituita da Aitasit (Associazione Italiana Tecnici Amministratori di Sistemi Informatici e Telemedicina), Cid (Comitato Infermieri Dirigenti), Conaps (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie), Tsrm (Federazione Nazionale Collegi Professionali Tecnici Sanitari di Radiologia Medica). Soci fondatori anche Fernando Capuano e Gregorio Cosentino in proprio. L’Assd si propone come obiettivi:

– promuovere il continuo aggiornamento dei Soci e favorire l’adeguamento alle innovazioni professionali;

– supportare coloro che si occupano della salute nell’avvio e nella specializzazione dei percorsi di sanità digitale;

– promuovere la cultura della sanità elettronica, attraverso programmi di formazione specifici sia nei corsi di studi e nei master universitari, sia nei corsi di aggiornamento rivolti al personale già specializzato.

Su questa scia, l’EIPASS Sanità Digitale ha dato il via ad un programma di certificazione che permette di attestare il possesso adeguato delle competenze informatiche che risultano essere indispensabili per operare al miglior modo in un settore che, sia da un punto di vista pubblico che privato, sta vivendo un momento di indispensabile ed essenziale modernizzazione e soprattutto “informatizzazione”. I destinatari dell’EIPASS Sanità Digitale sono tutti gli specialisti che affluiscono ad uno di questi settori: infermieristico, farmaceutico, ostetrico, tecnico sanitario, della prevenzione, riabilitativo e chirurgico.

Come osservato nel 2016 dall’Osservatorio permanente competenze digitali in sanità, si sta sviluppando, finalmente, la consapevolezza dell’importanza che riveste il digitale nel processo di “diagnosi e cura”. D’altra parte, il progressivo invecchiamento della popolazione, determinante, nella maggior parte dei casi, numerose patologie croniche, ed allo stesso tempo, la necessità di contenere i costi del servizio sanitario nazionale, e la spinta verso le tecnologie e dispositivi medici sempre più evoluti, stanno portando i medici, gli infermieri e le altre professioni sanitarie ad utilizzare sempre più spesso strumenti innovativi per fornire la migliore assistenza ai loro pazienti.

Al momento, nel nostro paese, le conoscenze digitali sono considerate alla pari importanza di tutte le altre abilità acquisite nei vari ambiti dei percorsi di studio, ma, purtroppo, la formazione e l’aggiornamento continuo rispetto alle abilità digitali in sanità hanno una distribuzione poco omogenea tanto nelle università che nelle aziende sanitarie.

Secondo Gregorio Cosentino, presidente dell’Associazione scientifica per la sanità digitale, l’e-health porterà con sé lo sviluppo di nuove figure professionali, come gli esperti di privacy e sicurezza, i creatori di app che riguarderanno la medicina, i data scientist che avranno il compito di raccogliere, analizzare ed interpretare dati, i progettisti della robotica e della sensoristica, gli esperti di telemedicina, gli esperti nel settore del cognitive computing e del 3D printing.

Così come nasceranno nuove figure professionali, sempre secondo Cosentino, si moltiplicheranno le evoluzioni tecnologiche che rivestiranno un ruolo fondamentale sulla sanità: si va dalle app ai big data, per un’analisi dettagliata delle informazioni raccolte, alla robotica che potrà essere applicata all’ambito della chirurgia.

Per cui, pensare ad una formazione in sanità digitale significa, inevitabilmente, pianificare una generazione di professionisti con competenze nuove ed in grado di favorire ulteriore progresso.

Attualmente in Italia uno degli ostacoli maggiori allo sviluppo della sanità digitale è determinato dallo sviluppo non paritario e disomogeneo tra le regioni, che dispongono di servizi digitali non interoperabili, e un FSE ancora incompleto e fortemente dislivellato. Una differenziazione che anche la ministra Lorenzin individua come problema principale all’affermazione dell’e-health nel nostro paese, e che con il “Patto della sanità digitale” ritiene possa rientrare.

Sarebbe però errato pensare che lo sviluppo dell’e-health possa essere analizzato indipendentemente dalla crescita digitale globale del paese. È solo associando e collegando gli interventi, partendo dallo sviluppo delle competenze digitali, che potremmo osservare con i nostri occhi i cambiamenti opportuni nei tempi adeguati, dal momento che il tempo è uno degli aspetti principali che influenza il successo nei processi di innovazione.